✰Disneyland Paris, un posto incantato per tutti (anche per me)

Facendomi ispirare dall’articolo di Lisa, ho deciso di raccontare la mia esperienza presso il parco divertimenti più famoso d’Europa. Solitamente mi occupo di scrivere di viaggi in solitaria ma per questo articolo farò un’eccezione. Le mie avventure a Disneyland infatti non le ho vissute da sola ma con due persone particolarmente speciali: mia sorella e mia mamma. Non considero Disneyland un posto adatto per un viaggiatore solitario.

La magia del luogo vale la pena di essere condivisa così come le risate e le foto buffe che farete durante la vacanza.

Sarò sincera, quando mia sorella mi ha proposto una vacanza a Disneyland ero molto scettica. Nella mia testa lo consideravo un luogo adatto alle famiglie con bambini e non una meta per ragazze giovani e in cerca di divertimento. Al contrario di Lisa, da bambina non ho mai sognato di andare a Disneyland, e mentre lei stressava i nostri genitori per andarci a tutti i costi io la guardavo un pò accigliata non capendo questa grande insistenza. Dopo esserci stata, alla veneranda età di 16 anni, posso solo dire che non vedo l’ora di tornarci di nuovo e che, se tornassi indietro nel tempo, consiglierei alla me bambina di sognare una gita a Disneyland perché è davvero il posto dove la magia diventa realtà. E chi non ha voglia di vivere un pò di magia anche solo per qualche ora?

Disneyland Paris è infatti uno di quei posti che vale la pena di visitare almeno una volta nella vita. Se state pensando ad un weekend per tutta la famiglia o ad una vacanza di pochi giorni in compagnia degli amici, allora questo è il posto che fa per voi. Non commettete il mio errore di pensare a Disneyland come ad un parco divertimenti ad uso esclusivo per bambini, infatti ci sono talmente tante attrazioni, giochi, ristoranti e negozi che vi faranno dimenticare l’idea di Disneyland = famiglia.

Mi preme sottolineare che si parli quasi sempre di parco divertimenti al singolare ma Disneyland Paris è in realtà composto da due parchi: Disneyland Park con attrazioni più soft ispirate ai cartoni con cui siamo cresciuti e Walt Disney Studios con giochi decisamente più adrenalinici.

Il ricordo più vivido della mia esperienza? Sicuramente il gioco Tower hotel che trovate nell’area Walt Disney Studios. Si tratta della riproduzione di un hotel, un tempo meta delle persone più ricche e famose di Hollywood fino a che un misterioso incidente non ne ha provocato la chiusura nel 1939. Dopo essere entrati nell’hotel, vi faranno accomodare nell’unico ascensore funzionante che vi farà catapultare nel vuoto dopo avervi fatto ammirare per qualche secondo la vista dall’alto del parco. Sono solo pochi attimi ma vi giuro che la sensazione che ho provato me la ricordo ancora bene. Probabilmente, quando tornerò a Disneyland, sarà l’unica attrazione dalla quale mi terrò ben distante.

Ci tengo a sottolineare come Disneyland sia davvero una macchina perfetta in cui attrazioni ben fatte, animazioni create a regola d’arte e momenti di intrattenimento vi toglieranno il fiato e valgono sicuramente tutta la stanchezza che accumulerete nel viaggio.

Non perdetevi gli articoli che verranno pubblicati sulle attrazioni più belle e sui ristoranti consigliati.

Saranno un’iniziale ma molto utile guida per aiutarvi ad immergervi nel mondo fantastico di Disneyland Paris.

Martina.

✰Viaggio in solitaria: 5 cose da dimenticare

Ho deciso di scrivere questo articolo ripensando a tutte quelle paure che all’inizio mi avevano fatto dubitare se intraprendere o meno il mio primo viaggio da sola. Le ricordo proprio chiaramente tanto hanno angosciato le notti precedenti alla partenza. E’ per questo che voglio condividere con voi 5 pregiudizi a cui dovete smettere di pensare per partire sereni per il vostro viaggio in solitaria. 

1. Viaggiare da soli è pericoloso. 
Elencatemi una cosa che non sia pericolosa nella società in cui viviamo. Viaggiare da soli non sarà più pericoloso che vivere da soli o rientrare soli a casa da una serata in discoteca. Un posto può essere pericoloso sia visitato autonomamente che in coppia, l’unico modo per non mettersi in pericolo è evitare tutte quelle situazioni che potrebbero destare preoccupazione. Ci tengo però a precisare che non tutti i viaggi possono essere intrapresi in solitaria, specialmente se non siete abituati a muovervi da soli. Il rischio non è che vi accada necessariamente qualcosa ma che non conoscendo bene le zone dove andare e quelle da evitare si rischi di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Consiglio sempre per superare la paura e affrontare serenamente un viaggio di studiare bene la destinazione e nel caso non vi sentiste sicuri, rivolgersi ai professionisti del settore turistico che sapranno consigliarvi al meglio. 

2. Viaggiare da soli mi annoia
Questo è sicuramente uno dei pregiudizi che ho sentito più volte. Ci tengo a sottolineare che stare bene con se stessi è la prima cosa per vivere al meglio, non soltanto durante un viaggio ma nella vita in generale. Pensare di annoiarsi mentre si visitano i vicoli di Marrakech o si prende un caffè in piazza San Marco mi risulta davvero difficile perché in quei momenti a tenermi compagnia non sarebbe un compagno di viaggio cicerone ma la bellezza di ciò che sto guardando. Fermatevi un attimo a pensare a quante scoperte potreste fare in compagnia di voi stessi. E non mi riferisco solo alle scoperte dei luogo che visitate ma alle scoperte del vostro io interiore mentre siete attori protagonisti della vostra avventura. Non so voi, per quanto mi riguarda essere la regista delle mie giornate è la cosa che più mi elettrizza durante un viaggio.  

3. Viaggiare da soli è per viaggiatori esperti 
Su questo punto voglio rassicurarvi, nessuno inizia un viaggio sapendo esattamente cosa fare, come muoversi, o come andrà a finire. Una persona può aver fatto mille viaggi nella sua vita ed essere esperto sulle coincidenze intercontinentali o sugli hotel migliori a poco prezzo, ma ciò non implica che sappia esattamente cosa accadrà durante un viaggio perché ciò è impossibile da prevedere. Dopo tutto è questo il bello, non importa quanto tu sia abile, un viaggio porterà con se risvolti imprevedibili. Sarà l’esperienza a fare di voi dei viaggiatori sicuri e preparati ma l’esperienza si può fare solo con la pratica. Vi posso garantire che, soprattutto quando si viaggia da soli, non avendo nessun altro a cui fare riferimento, si diventa esperti decisamente in fretta. Fidatevi!!

4 Viaggiare da soli è costoso 
Riguardo a quest’idea, molto dipende dal vostro concetto di viaggio. Se prendiamo ad esempio una vacanza all inclusive in un villaggio turistico italiano di un certo livello può essere che il supplemento singola incida parecchio rispetto che ad una camera condivisa con un compagno. Certo però che se parliamo di un viaggio dove c’è un pò di spirito di adattamento e magari non si ricerca un alto livello di comfort, il costo della vacanza non sarebbe troppo diverso rispetto ad un viaggio in coppia. Questo ovviamente vale anche per i tour. Quando un cliente usa la scusa dell’ostacolo economico mi fa sempre un pò sorridere. Essendo io stessa abituata a viaggi in solitaria so bene come cercare di contenere il prezzo. Per aiutarvi il più possibile, pubblicherò a breve un approfondimento su questo tema.

5 Viaggiare da soli amplifica il senso di solitudin
C
i tengo a precisare che il sentimento della solitudine è molto personale. Ci si può sentire soli anche in mezzo ad un centinaio di persone, pertanto non serve essere necessariamente in un Paese nuovo. A volte mi sento più sola a casa mia, a Domodossola, che quando sono in viaggio per una nuova destinazione. Tutto dipende dal fatto che in un viaggio in solitaria difficilmente non si stringeranno dei rapporti umani con qualche individuo. Le dinamiche tra le persone non dipendono infatti solo dal nostro modo di porci, anche se siamo timidi e magari abbiamo delle difficoltà a iniziare una conversazione, è molto probabile che uno sconosciuto inizi a parlare con noi. Partire per un viaggio pensando che ci si sentirà soli per tutto il tempo è un atteggiamento che vi impedirà di godere appieno di quello che state vivendo. Una mente positiva sicuramente vi porterà a vedere le cose sotto una luce diversa, un bel sorriso e un atteggiamento solare vi permetteranno di stringere nuove amicizie. E se proprio doveste sentirvi un pochino soli, ricordatevi che non è un viaggio eterno, prima di quanto credete sarete di ritorno dai vostri affetti.

La lista sarebbe sicuramente più lunga, gli aspetti che impediscono di intraprendere un viaggio in solitaria sono molti e a volte sono molto personali. Io cercherò di fornirvi le linee guida per un viaggio che sia non solo una visita ad un posto nuovo ma anche un’esperienza di vita che vi accompagni nella vostra crescita. Se avete necessità di un aiuto pratico o semplicemente un supporto emotivo, non esitate a scrivermi. 

Martina.

✰Maldive: un viaggio in solitaria

Sarò onesta, chi mi conosce bene faticherà a pensare ad una Martina esploratrice, solitamente abituata a tour dove si dorme poco e si macinano molti chilometri, che parte per un viaggio in solitaria alle Maldive. Ed effettivamente anche io stessa non mi sarei mai immaginata di programmare questo viaggio.
La realtà però è che la vita ci porta spesso a scoprire territori fisici ma soprattutto mentali inesplorati.
Questo periodo di riposo forzato dovuto all’emergenza COVID-19 mi è servito molto a capire come a volte staccare un pò la spina sia la cosa giusta per ripartire.
Solitamente, la mia vita è sempre in movimento e anche nei viaggi scelgo mete dove il riposo non è contemplato. Lo stare a casa di questi giorni però mi è servito per stabilire che prendere dei momenti per me stessa e per rilassarmi va bene. 

Ma cosa significa affrontare un viaggio da soli in una meta solitamente frequentata da coppie? Innanzitutto credo che sia molto importante stabilire chiaramente il perché di questo viaggio: cosa ci si aspetta di trovare una volta arrivati a destinazione? Siamo sicuri di voler passare una settimana in compagnia solo di noi stessi praticando attività semplici e poco impegnative come leggere, nuotare e abbronzarsi? Se la risposta è si, allora direi di iniziare a programmare questa vacanza. 

Per il mio viaggio, ho deciso di stabilire i punti chiave su cui voglio concentrarmi durante la settimana:
-scrivere tutti quegli articoli che sono rimasti solo abbozzati nella mia mente 
-rilassarmi e staccare da tutto quello che è successo negli ultimi mesi 
-meditare e perché no magari praticare un pò di sport (cosa che mi impongo sempre ma poi magicamente non si avvera mai)
-cercare di passare da una tonalità latte ad un semi abbronzato possibilmente  senza ustioni di primo grado.

Una volta stabilite le priorità del viaggio, passerei ad analizzare le località che meglio si adattano ad una vacanza in solitaria. La scelta della location migliore sarà infatti importantissima per la riuscita di questo viaggio. Penso che nessun viaggiatore solitario voglia ritrovarsi in un resort frequentato solo da coppiette in luna di miele, o sbaglio? 

Come prima opzione vorrei prendere in considerazione l’idea della guest house. Per scoprire le Maldive più autentiche uno dei modi migliori è alloggiare direttamente a casa di una famiglia di maldiviani che cercherà di farvi scoprire i sapori e l’essenza della sua cultura riuscendo anche a non farvi spendere un capitale. In particolare, vi segnalo la guest house Casa Barabaru situata sull’isola di Thinadhoo, nell’atollo di Felidhoo-Vaavu.  Thinadhoo è un’isola molto piccola abitata in parte da famiglie locali, circa 30 abitanti, e per il resto totalmente selvaggia. L’isola si caratterizza per la sua barriera corallina perfettamente conservata e per le finissime spiagge bianche che renderanno l’esperienza alle Maldive un vero e proprio sogno ad occhi aperti. Casa Barabaru nasce da un progetto di Mongi ed Elisa, lui maldiviano e lei italiana che insieme a Monica e Luca decidono di fondare un posto che permetta di conoscere le Maldive più autentiche in un clima di libertà e a stretto contatto con la popolazione di Thinadhoo. 

Se l’idea della guest house differisce troppo dal concetto di vacanza che avevate in mente, vi consiglio  di valutare come alternativa il Bravo Club Alimathà Resort, che prende il nome dall’isola su cui sorge nell’atollo di Felidhoo-Vaavu. Ho selezionato questo resort per il giusto mix tra relax e divertimento, il quale fa si che non ci si annoi mai neanche in viaggio da soli. Le attività ricreative sono il punto forte di questo villaggio all inclusive dove forse viene un pò a mancare il silenzio tanto agognato ma permette di arricchire il nostro bagaglio di amici in viaggio ed esperienze sportive sull’isola. Ci tengo a precisare che essendo costruito con il format di villaggio turistico, la presenza del mini club è sicuramente un punto da considerare. Potrebbero esserci molte più famiglie che single in cerca di relax. Essendo però il resort posizionato su un’isola deserta, questo fa si che lo spazio per rilassarsi in beata solitudine non manchi di certo. In mia opinione, questa struttura è ideale per tutti quei viaggiatori che vogliono avventurarsi alle Maldive in solitaria ma temono di annoiarsi o sentirsi soli.

Come ultima alternativa, per tutti i viaggiatori solitari che non vogliono rinunciare al benessere e al lusso, vi consiglio di annotarvi come destinazione per la vostra vacanza il Kandima Maldive Resort. Situato sulla più grande isola dell’Atollo di Dhaalu, il Kandima Maldive Resort è il luogo ideale per chi cerca relax in un contesto di design moderno e tecnologico. Pensate che all’interno del resort vi sono ben dieci ristoranti per accontentare qualsiasi gusto ed esigenza con possibilità di scegliere tra svariate cucine come ad esempio la cucina cinese, quella asiatica, la mediterranea o la locale arte culinaria maldiviana. Innumerevoli sono gli sport e le attività proposte dalla struttura, sicuramente non manca lo snorkeling, punto forte dell’esperienza di viaggio alle Maldive, ma anche le immersioni e le attività ludiche come una visita al centro di biologia marina o la possibilità di seguire lezioni di cucina.

In attesa di ricominciare a volare, io continuo a preparare le mie prossime avventure in solitaria. Nonostante questo periodo difficile, non dimentichiamo che il mondo tornerà presto ad essere un luogo tutto da scoprire e io non voglio farmi trovare impreparata. 

Martina.

✰ viaggiatrici solitarie

Sempre più spesso mi sento chiedere “perché viaggi da sola?” 

Sul momento mi verrebbero in mente molte risposte, ma la verità è che una vera e propria spiegazione non l’ho mai trovata

All’inizio credo che ciò che mi abbia spinto al viaggio in solitaria sia semplicemente stata una mera necessità: per esigenze diverse non riuscivo mai a trovare qualcuno pronto a seguirmi nelle mie avventure.
Col passare del tempo e dei viaggi posso dire che è diventato invece un bisogno. 

Staccare da tutto e tutti, ritrovarsi in un ambiente diverso, conoscere persone e culture nuove, questo e molto altro sono gli aspetti chiave con cui convivere durante un viaggio in solitaria. 

È difficile per me paragonare la sensazione che ho avuto nello svegliarmi da sola il mio primo giorno a Londra o ripensare all’emozione di camminare in solitaria per i vicoli di Varanasi. Se dovessi descrivere ciò che si prova probabilmente opterei per un mix di curiosità, eccitazione e paura. Si, non voglio fingere che viaggiare da soli non incuta timore, ma penso che proprio questo aspetto contribuisca a rendere l’esperienza così unica perché ci spinge ad andare al di là dei nostri limiti.

Mentre scopri il mondo, tu scopri te stesso.
E così tutte quelle barriere mentali che ti sei auto imposto, improvvisamente ti spingono a superare la tua zona sicura, la famosa comfort zone di cui spesso sentiamo parlare. 

Prova a farci caso. Quando viaggi con un’amica, tua madre o il tuo fidanzato, rimani sempre legata alla consuetudine di fare ciò che faresti normalmente, ma in viaggio da sola non avresti altra scelta che buttarti in un territorio nuovo sia con il corpo che con la mente

Incontrare estranei e dialogare con loro, assaggiare cibi dal sapore discutibile, ballare sulle note di una musica sconosciuta significa che la prospettiva con cui vivere la vacanza cominci a modificarsi. E nel processo sei tu stessa a cambiare così come sono cambiata io. Grazie ai mie viaggi da sola posso dire di aver acquisito fiducia in me stessa e di essere diventata più consapevole del posto che occupo nel mondo in relazione al mondo stesso e ai suoi abitanti.

Detto ciò, credo che la risposta più giusta alla domanda iniziale possa riassumersi nell’idea che viaggio da sola con lo scopo di perdermi vivendo avventure che non avrei mai immaginato in modo da ritrovarmi in una Martina più autentica, empatica e sicura di sé

Nei prossimi articoli cercherò di fornirvi le linee guida essenziali per compiere al meglio un viaggio in solitaria condividendo con voi sia le mie esperienze personali che quelle di altri che hanno compiuti la mia scelta.

Martina