✰ Disneyland, dove la magia diventa reale.

Sono convinta che la vita sarebbe davvero molto più bella se si potesse tornare a guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Disneyland Paris è il posto numero uno per farlo. Disneyland è il posto dove i sogni diventano realtà, dove i problemi e le preoccupazioni sembrano lontanissimi e dove tutti sorridono.

A Disneyland essere felici è una cosa davvero molto semplice. Anzi, semplicissima.

Ci sono stata diverse volte, ed ognuna di esse ho perso la cognizione del tempo. Mi sono messa le orecchie da Minnie e mi sono ritrovata a saltellare da una parte all’altra del parco. Nessun altro posto al mondo mi ha mai fatta sentire così leggera. 

Disneyland Paris per me ha sempre avuto un significato speciale. Sin da bambina sognavo di andarci. E ho ritrovato quella bambina la prima volta che ci sono entrata. Sono cresciuta come quasi tutti i miei coetanei a “pane e Disney”, uno dei ricordi più belli è di mio papà che una sera, rientrando dal lavoro, mi portò la videocassetta di “Fantasia”. Sono passati almeno 25 anni e mi ricordo ancora quella sensazione e quel momento. Disney ha rappresentato una parte importante della mia infanzia e della mia crescita e ad ogni suo capolavoro corrispondono dei momenti speciali della mia vita. Ovvio quindi dire che i giorni trascorsi a Disneyland mi hanno vista felice come una bambina.
Io non so come sia possibile, ma l’atmosfera Disney riesce magicamente a scacciare lo stress e la negatività catapultando i visitatori in una dimensione parallela fatta di felicità e spensieratezza.
E non importa che età abbia ciascun visitatore: a Disneyland Paris il divertimento non conosce limiti anagrafici. Anzi.

Ci sono stata anche con mia mamma circa 4 anni fa, e ne ho un ricordo vividissimo. Anche lei, occhi sgranati e senza parole. Uno degli episodi più divertenti riguarda l’attrazione ispirata al cartoon “Alla ricerca di Nemo”. Faccio una premessa. Mia mamma, pur essendo super sprint, ha alcune fobie. Prima tra tutte le vertigini. Non sono riuscita a convincerla a fare alcuna attrazione adrenalinica, fino a che alla parte di me più malvagia è venuta in mente questa attrazione. Completamente al coperto, all’esterno pareva un percorso nelle profondità degli abissi dove ammirare pesci e tartarughe… e invece no. Si tratta di montagne russe che danno l’idea di essere spinti da forti correnti marine. La sua espressione all’uscita era semplicemente IMPAGABILE.

Sono stata un paio di volte con Martina, mia sorella (qui si occupa della parte Travel Alone) e anche lei è stata “vittima” della mia passione per i giochi adrenalinici. Nel suo caso le è toccato il Tower hotel, ma vi faccio raccontare l’esperienza dal suo punto di vista.

Immagino che dopo queste esperienze nessuno voglia più prendere parte a spedizioni Disneyiane in mia compagnia. In realtà amo ogni parte del parco, ed ogni sua attrazione.

Siamo in tantissimi a pensare che un adulto può amare il parco anche più di un bambino.
D’altronde sfido a trovare un altro posto che innesca una tale evasione della realtà.

Il mio desiderio 2020? Portarci Stella appena sarà possibile!

Non perdetevi il prossimo articolo, vi racconterò come è fatto il parco e quello che più ho amato personalmente. 


✰ Le Maldive con i bambini

Se dovessi consigliarvi una meta lontana al caldo con bambini piccoli,
le Maldive ricadrebbe nelle prime tre destinazioni. 

I motivi? Le ore di fuso orario sono 4 quindi non esagerate, siete in un paradiso terrestre dove sicuramente vi rilasserete e i vostri figli potranno solo godere di questo vostro momento di relax e il mare ‘fa sempre bene ai bambini (cit. la nonna Giaele).

Vi ho già raccontato perché le Maldive sono perfette per una vacanza, ma veniamo al perché sono perfette in famiglia. 

Alle Maldive non si usano scarpe. Si amici, sempre scalzi! Eccovi un primo consiglio, che risulta anche un salva spazio per la valigia. Non portatevi scarpe se non quelle per il viaggio e se partite durante la stagione fredda italiana fate indossare ai vostri bambini già dei sandali con sotto le calze. Questo salverà i bimbi dal freddo durante il volo aereo e avrete un eventuale paio di scarpe da utilizzare alle Maldive.

Ricordatevi che andate al mare quindi la maggior parte del tempo lo passerete in costume da bagno e copricostume. Nelle cose da portare mettete un costume in più ma un cambio serale in meno. Un altro motivo per scegliere le Maldive come prima meta per un viaggio con bambini è la temperatura dell’acqua: sempre calda. 

Il livello del mare è basso e le acque sono calme, quindi adatte per i piccoli di casa.

I vostri bambini potranno sperimentare snorkeling vista la vicinanza della barriera corallina. Da segnare per la valigia: pinne, maschera e boccaglio.

Accorgimenti per neonati alle Maldive
Verificate sempre cosa offre la vostra isola. Il Kuramathi ad esempio dava la possibilità di acquisto solo di alcune tagli di pannolini. Nelle isole dei pescatori i negozi non sono sempre forniti con pannolini e salviette quindi se da un lato potete togliere indumenti per i vostri figli, dall’altra abbondate di pannolini e salviette per coprire l’intero periodo di vacanza. Per quanto riguarda pappine e menù per bambini, se scegliete una destinazione family friendly non ci saranno problemi. Verificate però sempre prima di prenotare la disponibilità di ogni hotel. Il cibo maldiviano è molto speziato, fate sempre attenzione quindi a cosa ordinate.

Vaccinazioni e medicine alle Maldive
Un altro motivo per scegliere le Maldive come meta per un viaggio insieme ai vostri bambini è la mancanza di vaccinazioni obbligatorie. Tenetevi sempre aggiornati sul sito di Viaggiaresicuri.

Da mettere in valigia: crema solare, crema doposole, crema per scottature, crema per punture e farmaci di base.

Le Maldive, sono per tutti la vacanza perfetta.

Lisa.

✰Maldive, un sogno possibile.

Ci sono milioni di mete interessanti, con una grande cultura da scoprire. Ci sono paesi che solleticano la nostra voglia di avventure, mete esotiche,  mete divertenti… poi ci sono le Maldive. 

Narra la leggenda che il Signore, dopo  aver creato il mondo, guardandolo dall’alto,  si commosse per la sua bellezza e dalle sue lacrime nacquero queste isole meravigliose, gocce di sabbia e corallo sparse nella immensità di un mare dai colori che in nessun luogo del mondo ha le stesse sfumature.Le Maldive sono nell’immaginario collettivo la cosa più simile al paradiso terrestre, ed io non posso che confermarlo. 

Le Maldive sono ben 26 atolli generati da un miracolo della natura, frutto di stratificazione di calcare e corallo, di variazione di profondità del mare, frutto di evoluzione e vita in continua mutazione.

Sono ben 1192 isole coralline, di diversa dimensione, alcune così piccole da sembrare quasi finte, altre abitate, con piccole moschee e bambini chiassosi e sorridenti.Solo 200 sono abitate, mentre in altre 100 ci sono resort di vari livelli. Tutto il resto sono assolutamente deserte e ancora oggi, pura meraviglia della natura.

Ci siamo approdati con mio marito per la prima volta nel 2016 e siamo stati ospiti, grazie ad Amoilmondo, del Kuramathi Island Resort.

Il nostro arrivo a Kuramathi non lo dimenticheremo facilmente, ne sono certa. Dopo un volo di circa dieci ore dall’Italia con scalo ad Abu Dhabi siamo arrivati all’aeroporto di Malè e ci siamo diretti al desk del resort dove due addetti ci hanno dato indicazioni per raggiungere la lunghe e appuntamento dopo circa un’ora per il transfert all’isola con l’idrovolante. 

Ecco, l’idrovolante è da solo un’esperienza che vale il viaggio. Ripaga tutte le aspettative. 
Ti sembra di essere quasi fuori dal tuo corpo e fluttuare. Credo non scorderò mai l’emozione che ho provato. 

Davanti a noi un lungo pontile e la sensazione di gioia di essere finalmente arrivati alle Maldive. Due sono i colori della natura che colpiscono appena si approda a Kuramathi: il celeste del mare e il verde smeraldo della vegetazione. Appena arrivati dal molo abbiamo visto uno squaletto che nuotava tranquillo (non vi preoccupate non sono animali pericolosi, basta solo non importunarli) ed è stata una fantastica emozione.

L’isola di Kurmathi è lunga un chilometro e ottocento metri che per un’isola delle Maldive è sinonimo di grandezza. Kuramathi vanta ben tre reception e nove ristoranti, tant’è che è attivo tutti i giorni fino all’una di notte un servizio di minibus (avete presente le golf car?Il modello un pò più lungo).

Kuramathi Island Resort è di proprietà maldiviana e questo si traduce in un attento interesse verso il rispetto della natura. Sull’isola è presente un eco center gestito da una biologa marina che propone attività di sensibilizzazione per gli ospiti. Noi abbiamo partecipato all’incontro sulle tartarughe marine che lei ha arricchito con le sue esperienze in giro per il mondo. E’ stato veramente un momento molto interessante il modo in cui ci hanno mostrato come la plastica può provocare la morte di questi animali e ha generato in noi un senso di responsabilità tale che ora, ogni volta che vediamo una plastica in mare corriamo a raccoglierla. 

Le vacanze che diventano anche un modo per crescere ed arricchirsi sono un tesoro davvero prezioso.

L’eco center si occupa anche della salvaguardia della barriera corallina che fa da contorno a tutta l’isola. Lo snorkeling comincia direttamente dal pontile di attracco delle barche, da cui tuffandosi ci si immette in una serie di canali opportunamente segnalati. Inutile dirvi che fare snorkeling qui è un’esperienza indimenticabile.

L’insalata, i pomodori e le diverse erbette che si mangiano sulle tavole dei ristoranti di Kuramathi provengono quasi tutte dall’Idroponic garden aperto nel 2000. Idroponic deriva dal greco e significa acqua / lavoro ed è un tipo di coltivazione dove i nutrimenti di cui le piante hanno bisogno sono aggiunti all’acqua dell’irrigazione. Questo metodo è perfetto per le Maldive dove la terra per le coltivazioni è poca.

 L’isola di Kuramathi è infatti anche un’importante destinazione per viaggi di nozze e non potevamo non testare le sue opzioni romantiche. Kuramathi non è un resort per famiglie ma è un resort senza dubbi kids friendly ciò significa che i bimbi sono ben accetti ma anche le coppie che cercano una destinazione a loro dedicata possono trovare un luogo accogliente e pieno di attività. 

Noi ci siamo fatti coccolare con un massaggio di coppia di fronte all’oceano, crociera al tramonto e una immersione a due.

In futuro voglio assolutamente portare Stella a scoprire questo paradiso. 

Al Kuramathi Resort il Kids Club è davvero ben curato in ogni dettaglio. Ogni giorno vengono organizzate diverse attività, laboratori creativi e momenti in piscina o in mare. Una volta alla settimana i bambini cucinano il barbecue, ed è bellissimo vederli così occupati e felici coi loro grembiuli. L’ambiente è davvero internazionale, ma i bimbi trovano sempre un modo per comunicare. 

Il nostro soggiorno a Kuramathi è stato un sogno ad occhi aperti, in cui ogni giorno c’era una nuova sorpresa a partire dall’alloggio, una water villa dove abbiamo passato un indimenticabile pomeriggio, all’immersione e allo snorkeling tra pesci coloratissimi e squaletti passando per cinema sotto le stelle, cena flambé e l’occasione di imparare tante cose sulla biologia marina.

Ciao Kuramathi, mi sei davvero entrato nel cuore e grazie Amoilmondo per questa fantastica esperienza.

p.s quest’isola è talmente ricca che non ci si annoia mai. Le parole a volte non sono sufficienti per spiegare la bellezza di un luogo.



Lisa.

✰giappone in pillole

Il Giappone è una meta da “sogno nel cassetto” per tantissime persone.
E sebbene sia un paese accogliente, non per tutti consiglio lo zaino in spalla all’avventura.
Ci vuole una buona conoscenza dell’inglese, una buona capacità di pianificazione e un pò di spirito di avventura. 

In un itinerario di massima, da prima esperienza vi consiglio di avere a disposizione almeno 10 giorni pieni, quindi senza contare i giorni di viaggio, ed io li suddividerei così: 4 giorni a Tokyo, 4 giorni a Kyoto e 1 Miyashima ed 1 Hiroshima. Se avete meno giorni, rinunciate a qualcosa. Ha poco senso insistere a visitare tutte le città. E’ vero che in Giappone i mezzi di trasporto sono super rapidi ed efficienti, ma le distanze sono comunque notevoli. Tenete conto che solo per muoversi da una parte all’altra del centro di Tokyo potrebbero volerci 40 minuti in metropolitana.

Tokyo e i suoi dintorni

Io non sono una amante delle città.
Tokyo, dovessi descrivervi l’effetto che mi ha fatto è stato quello di inghiottirmi e di stordirmi! Tokyo non si ferma mai, luci, persone, suoni incessanti.
A Tokyo ci si può davvero perdere.
Ci si perde tra i mille grattacieli di Shinjuku, tra la folla dei festival ad Asakusa, tra i colori dei vestiti di Harajuku, tra la gente che attraversa l’incrocio di Shibuya, tra i suoni trillanti di Akihabara. Tokyo è un cuore che pulsa di vita. Tokyo è modernità che si fonde con la tradizione, nei festival estivi e nelle celebrazioni solenni, tra gli alti grattacieli e la passione per la tecnologia. Tokyo è un cuore che pulsa di vita.
Tokyo è modernità che si fonde con la tradizione, nei festival estivi e nelle celebrazioni solenni, tra gli alti grattacieli e la passione per la tecnologia. Oltre ad essere una tappa imperdibile per chi visita il Giappone per la prima volta, è con tutta probabilità la città dove atterrerete e da dove inizierete il vostro tour in Giappone.

Escursioni da Tokyo
Se come me l’aria di città vi stanca, e desiderate la natura, non posso che consigliarvi una di queste “gite fuori porta” e visitare le bellezze dei dintorni, con gite in giornata o anche dormendo fuori una notte.
–Nikko: con i suoi ricchi e preziosi templi, dorati e colorati, immersi nella foresta. Qui si trova anche il Mausoleo di Ieyasu Tokugawa e le famose tre scimmiette “Non Vedo, Non Sento, Non Parlo. Sempre a Nikko si trova il bellissimo Shinkyo Bridge, il famoso ponte rosso, che una volta era l’accesso alla zona Sacra. Partendo al mattino presto, si può visitare la zona sacra dei Templi di Nikko in giornata da Tokyo, ed è raggiungibile con due ore circa di treno. Un suggerimento per dormire? Narusawa Lodge, un posto semplice, nella natura, con camere in stile tradizionale
–Kamakura: con la statua del Buddha Gigante, i suoi rilassanti templi con bellissimi giardini ed anche una spiaggia.
–Hakone: famosa soprattutto per gli onsen, Hakone nelle giornate più limpide è anche un’ottima destinazione per vedere il Monte Fuji in lontananza.
Vi consiglio di abbinare ad Hakone la visita ad Owakudani, la vallata dell’inferno; un’area vulcanica con qualche geyser e le sue particolari uova nere, che allungano la vita di 7 anni a chi le mangia. Anche Hakone può essere fatta in giornata da Tokyo, ma ci sono anche moltissime soluzioni per pernottare e godere con calma delle acque termali della zona.
–Salita al Monte Fuji: si dice che ogni giapponese almeno una volta nella vita debba salire sul Fujisan.
Rimane per me ancora un sogno nel cassetto.
–Kawagoe: a mezz’oretta da Tokyo, la piccola Edo è una piacevole escursione di mezza giornata da Tokyo. Frequentata soprattutto nel weekend, per respirare l’aria del Giappone Antico e rimpinzarsi di dolci a Candy Alley.

Kyoto e dintorni

La seconda tappa fondamentale dell’itinerario di un primo viaggio in Giappone è certamente Kyoto. L’antica capitale, la città dei mille templi. 

“Se Tokyo è modernità, Kyoto è tradizione”

Qui l’atmosfera è completamente diversa, l’aria è mistica ed intrisa di sacralità, il passato rivive in ogni angolo, in ogni gesto, in ogni cosa. Kyoto fu la capitale del Giappone per oltre mille anni, ed è qui che ancora è possibile avvistare qualche rara Geisha o apprendista (Maiko) per le vie di Gion. Kyoto è così autentica perchè risparmiata dalle bombe durante la Seconda Guerra Mondiale e fortunatamente per noi, possiamo davvero respirare il Giappone più autentico. Tra le cose da vedere a Kyoto vi segnalo il famosissimo Padiglione d’Oro, il Kyomizudera, il Padiglione d’Argento e la passeggiata del filosofo (soprattutto se andate in Giappone durante la fioritura dei ciliegi), e il Casello Nijo, con il pavimento usignolo.
Se visitate il Giappone per solamente pochi giorni, non mancate comunque di visitare Kyoto, per me, da sola, vale il viaggio. 

Dintorni di Kyoto

Per visitare Kyoto considerate almeno 4 giorni. Perchè se almeno due interi li dedicherete alla città, non potete non includere nel vostro tour del Giappone i dintorni dell’antica capitale. Si tratta di luoghi comodamente raggiungibili in treno da Kyoto, dove vi consiglio di fare base per i pernottamenti anche perchè tanto i collegamenti continuano fin dopo la mezzanotte, e spostarsi con tutti i bagagli vi farebbe solo perdere tempo. 

Nara: se amate gli animali, ed in particolare i cervi, questo sarà il vostro paradiso. O il vostro incubo quando capirete che questi graziosi mammiferi si trasformano in spietate bestie affamate pronte a mordere ogni cosa (voi compresi) anche dei semplici fogli di carta. Nara è una tappa imperdibile di un tour in Giappone anche per i suoi templi ed in particolare per il Todaiji, il tempio del Grande Buddha.
Fushimi Inari: praticamente ancora a Kyoto, prendendo il treno locale, in una ventina di minuti si arriva al famoso santuario con il tunnel di Torii rossi. Queste porte shintoiste vi accompagneranno per tutta la salita fino alla cima del santuario, dal quale nelle giornate terse si ha una splendida visione della valle sottostate. La salita alla cima è piuttosto lunga e un po’ faticosa, ma anche fermandovi alla parte intermedia del tempio, avrete modo di percorrere il famoso sentiero sotto i torii.
E’ sufficiente una mattinata per la visita, se non siete scaramantici potete farlo anche verso sera, il tempio è sempre aperto, ma essendo dedicato alla divinità Inari, i cui messaggeri sono delle volpi, è credenza Giapponese che al calar del sole, si incontrino volpi dalle sembianze di donne che ingannano i visitatori.
Foresta di Arashiyama: anche questa famosa e spettacolare foresta di bamboo è raggiungibile in poco tempo da Kyoto e richiede una mezza giornata. E’ interessante soprattutto per il lato fotografico, personalmente per mancanza di tempo, ho deciso di non visitarla e concentrarmi maggiormente sulla visita della città di Tokyo. Una delle tappe che mi sono entrate nel cuore.
Osaka consiglio di passarci almeno una serata. Si dice che se nel resto del Giappone si va per visitare, a Osaka si va per mangiare! La zona di Dotonbori la sera si riempie di vita e i tantissimi ristornatini, locali e negozietti di street food vi faranno girare la testa.
L’ideale sarebbe arrivare ad Osaka nel primo pomeriggio, per visitare un po’ l’area del Castello ed il parco e rimanere fino all’ultimo treno, per godervi un po’ anche l’atmosfera serale della città.

 Hiroshima e Miyajima

Un tour del Giappone, per essere completo, dopo la modernità di Tokyo e la tradizione di Kyoto, deve includere anche il dolore di Hiroshima. 6 Agosto 1945. Il giorno in cui il mondo scoprì la bomba atomica. Il giorno che spazzò via la città di Hiroshima e con lei i suoi abitanti. Ora Hiroshima è totalmente ricostruita, ma il Parco della Pace vi colpirà come un pugno nello stomaco.
Vi consiglio perciò di visitare prima l’isola di Miyajima, con il famoso torii galleggiante.
Ci si arriva comodamente da Hiroshima, in poco più di mezz’ora in treno+traghetto, entrambi coperti dal JR Pass.

Miyajima è uno dei paesaggi più belli del Giappone.e sicuramente il grande torii che con l’alta marea sembra fluttuare sull’acqua è una delle fotografie più amate del tour del Giappone. Ma oltre al Tempio di Itsukushima sull’isola di Miyajima ci sono molti altri interessanti templi circondati dalla natura, oltre che ad una graziosa via piena di bancarelle e prelibatezze tipiche. A Miyajima assaggiate le ostriche, specialità del luogo, preparate alla griglia con soia e/o limone…e poi i momiji, dei dolcetti buonissimi riempiti con varie confetture. Se siete amanti della natura e del trekking, salite sul Monte Misen: dopo aver preso la funivia un percorso nella foresta vi porterà fino alla cime del Monte Misen, il rilievo più alto dell’isola, da dove si gode di una splendida vista sul Mare Interno.
Potete scegliere se pernottare sull’isola, per scoprire il fascino che la avvolge al calar della sera, quando i turisti rientrano in città, oppure potete prendere l’ultimo traghetto e tornare ad Hiroshima, dove dovete assolutamente cenare con okinomyaki, che sono il piatto tipico proprio di questa città.
Il giorno seguente dedicatelo ad Hiroshima, in particolare al Parco della Pace, dove lo scheletro con la famosa cupola dell’A-Dome rimane testimone impassibile di quel fatidico giorno. Soffermatevi, osservate, pensate. Pensate a quella palla di fuoco e calore improvvisa esplose a meno di 600 metri di altezza, polverizzando, sciogliendo ogni cosa e persona nel raggio di 3 kilometri.Il Museo della Pace, crudo e vero, raccoglie resti, ricostruisce l’evento, racconta gli avvenimenti del giorno in cui il mondo conobbe l’orrore delle armi nucleari. Dal Museo si esce storditi, straziati, confusi, impotenti.Lo sguardo non può non levarsi verso il cielo, per posarsi poi sul verde del parco, sul monumento a Sadako ricoperto da una moltitudine di origami di gru e sul Memoriale Lasciate Hiroshima come ultima tappa del vostro itinerario in Giappone. Lasciate che questo macigno del passato sedimenti nella vostra coscienza. Perchè le armi nucleari non dovranno mai più essere utilizzate dall’essere umano contro un altro essere umano.

Queste sono quindi le principali tappe di un primo viaggio in Giappone. Naturalmente se avete la fortuna di avere più tempo a disposizione ci sono una miriade di luoghi che potete visitare ed esperienze che potete fare.

Lisa.

Contattaci per organizzare il tuo viaggio su misura in Giappone. 

✰ il primo volo di Stella

Ho affrontato il mio primo volo con Stella quando aveva appena 5 mesi. 

Neos, da Malpensa per Salalah, Oman (via Verona). Ben 10 ore tra volo effettivo e scalo tecnico. Devo dire che ero piuttosto preoccupata, un pò anche perché diventando mamma si è fatto strada nel mio inconscio un pò di timore (completamente ingiustificato) per gli spostamenti. 

Un viaggio in aereo per un neonato rappresenta sicuramente un’esperienza diversa dalla routine a cui è abituato, ma se affrontato con la giusta consapevolezza ed organizzazione, non rappresenta alcun problema.  

Viaggiare con un neonato in aereo è molto meno drammatico di quanto non si pensi. Anzi, le compagnie aeree sono generalmente ben attrezzate ad accogliere famiglie in viaggio con un neonato. Per esempio, se prenoti per tempo e ti informi bene puoi approfittare di dotazioni speciali, come la culla che si attacca alla parete di fronte ai sedili (noi infatti abbiamo scelto di acquistare questa opzione che si chiama baby basket).

Carrozzine e passeggini, poi, non contano come bagagli a mano, quindi puoi portarli fino alla cabina e poi lasciarle fuori, per riprenderle quando sbarchi. 

Per il resto, il consiglio è sempre quello di organizzarsi:

1. non imbarcare per primo, anche se hai la priorità per famiglie. Non serve a molto, solo a prolungare il viaggio;
2. durante le fasi di decollo e atterraggio allatta il bambino, oppure dagli il cuccio: servirà a prevenire fastidi alle orecchie;
3. per i viaggi lunghi con neonati, meglio comprare il posto. Spenderai un po’ di più ma potrai portare il seggiolino auto  in auto e metterlo sulla poltrona, oppure allungare tu le gambe mentre tieni il bambino in braccio, oppure utilizzare il sedile come superficie dove appoggiarlo. Insomma,  starete molto più comodi;
4. non dimenticare la copertina, o uno scialle per riparare il bambino dal freddo, oppure per allattare;
5. evita di viaggiare durante la stagione dei raffreddori e delle influenze, l’aereo è un ottimo veicolo di contagio, mi riferisco in questo caso come tutela per bimbi davvero piccolissimi.

Ad esempio con Neos i neonati che viaggiano in braccio non hanno accesso al bagaglio da stiva, ma è possibile imbarcare gratuitamente il passeggino e portare con sé una borsa fino a 5 Kg per il piccolo. Con Iberia i neonati pagano il 10% della tariffa, tuttavia viene offerto il seggiolino o la culla pagando un supplemento, in più è consentito un bagaglio extra fino a 10 Kg. Easyjet propone una borsa di massimo 5 Kg, con dimensioni non superiori a 46×20,5×31 cm, oltre alla possibilità di portare a bordo due articoli a scelta tra seggiolini, lettini da viaggio, passeggini e culle. E questi sono solo alcuni esempi. 

E’ importante prendersela con calma, evitando di innervosirsi alle prime difficoltà, cercando di considerare tempistiche più lunghe adatte alle esigenze del piccolo.

Per questo motivo è fondamentale presentarsi in anticipo in aeroporto, prenotando se necessario un’area lounge dove attendere la partenza in un ambiente attrezzato e rilassante. Bisogna preparare i bagagli in modo intelligente e scrupoloso, per non perdere tempo ai controlli di sicurezza, verificando sempre che i liquidi siano sistemati correttamente e non siano presenti articoli vietati. Per camminare senza contrattempi è consigliabile acquistare un passeggino adatto ai viaggi in aereo, un modello leggero e richiudibile senza ingombro, che possa essere facilmente sistemato in cabina.

Il seggiolino per l’auto occupa molto spazio ed è pesante, dunque è preferibile prenotare un dispositivo della compagnia pagando un supplemento, oppure comprare un modello scomponibile che sia facile da trasportare sull’aereo. Con i bimbi appena nati è opportuno portare dei giochi per distrarli durante il volo e l’attesa, come dei pupazzi per neonati. Inoltre è importante scegliere dei posti comodi con spazio sufficiente per i piccoli, preferire le compagnie di linea alle low cost, pianificare gli spostamenti una volta giunti a destinazione e cercare di rendere il viaggio comodo e piacevole per tutti.

Per noi, nonostante il volo sia stato piuttosto lungo, con Neos è stato molto piacevole. Abbiamo volato con un modello di aeromobile chiamato Dreamliner di ultimissima generazione, dotato di ogni comfort, con un equipaggio attento e premuroso che ci ha fatto sentire davvero “a casa”.

Di Stella che dire… è una viaggiatrice nata e non poteva essere altrimenti. Ha praticamente dormito tutti il viaggio e si è intrattenuta con i suoi giochi e i la tv di bordo. Per noi è stata davvero un’esperienza super positiva che non vediamo l’ora di ripetere. 

Allora, fa ancora paura metterti in viaggio con un neonato?

Lisa

✰ 3 luoghi in cui affrontare l’Apocalisse

Quale che sia la vostra idea di Apocalisse, in questi luoghi potreste viverla appieno.

Se qualcuno si sta chiedendo perché proprio ora, nel marzo del 2020 iniziare un blog di viaggi, bè la risposta è molto semplice. Il tempo.

Scrivere un primo post è davvero complicato. Vorresti che fosse perfetto, unico ed accattivante, e non ho mai avuto il tempo di dedicarmici e che rispecchiassi gli standard che mi ero prefissata. Poi è arrivata la quarantena.

Ed è stato per me come il giorno 1.
L’inizio, o meglio, la possibilità di inizio.

Tornando alla nostra Apocalisse non importi che tipi voi siate. Se combattivi o eremitici, perché questi luoghi forniscono sia il riposo dello spirito che posizioni strategiche.

Casa sull’albero in Toscana
La casa sull’albero rappresenta per i veri Apocalittici un luogo ideale.
Dove i più romantici vedono un week end lontano dai rumori della città, gli Apocalittici vedono una possibilità di fuga. La casa sull’albero è una oasi di pace e serenità, con una bellissima veduta sulle colline permettendo così di rilassarsi, ma di non perdere mai di vista il territorio (così da far stare al sicuro gli Apocalittici). Il Glamping il Sole offre un orto bio ed una struttura praticamente autosufficiente, e per i più glamour offre anche la cupola geodetica.

Nanoyado Iya Onsen in Giappone
Questo è sicuramente il secondo luogo a cui penserei e che mai è più rimasto nel cuore. Una struttura in tipico stile locale, sperso tra le montagne, con gli onsen raggiungibili sono con una piccola funicolare. La struttura è immersa nella foresta, protetta dalla natura.

Kuramathi alle Maldive
Un’isola di pochi km quadrati, completamente autosufficiente e circondata dal mare nell’atollo di Rashdoo. Penso sia superfluo spiegare il pregio di godere di una meravigliosa spiaggia bianca mentre l’Apocalisse divampa.

In questo momento, purtroppo o per fortuna siamo bloccate a Domodossola, che alla fine risulta comunque essere un luogo adatto all’Apocalisse, anche se forse non paragonabile a quelli che vi ho elencato. La prossima volta che ci capiterà di assistere ad un Apocalisse valuteremo di essere più rapidi e spostarci in uno di questi luoghi idilliaci… ma forse cercheremo di farlo anche senza necessità apocalittiche.

Spero che questo post vi abbia fatto sorridere e sognare per un momento perché oggi come oggi sono i beni più preziosi che abbiamo.

Lisa

✰ pensando al Giappone

In questi giorni a casa, in riposo forzato, una delle destinazioni a cui mi ritrovo più spesso a pensare è il Giappone. Nello specifico ad alcune delle ore più belle della mia vita, dove ho provato un senso di pace e benessere che mi risulta impossibile esprimere a parole. 

ARASHIYAMA, LA MAGIA DELLA FORESTA DI BAMBÙ.
Dopo aver trascorso qualche giorno a Kyoto, preso parte alla classica cerimonia del the ed aver incontrato una Maiko, ci siamo presi qualche ora per visitare la Foresta di Bambù, un luogo ricco di storia, cultura e bellezza. La stazione si trova a pochi metri dall’ingresso della foresta e bastano pochi passi per immergersi in una magia. La via è molto stretta e si ritaglia spazio tra gli arbusti… l’atmosfera è incredibile. Qui per la prima volta ho visto i “galoppini” giovani giapponesi che trasportano con la sola forza fisica i turisti su di un risciò. Quisotto gli altissimi bambù il sole filtra a stento e la sensazione di frescura è davvero rigenerante. unica. Non so spiegare quella sensazione e nessuna foto è in grado di catturarla. 

Poco distante vi è anche il tempio di TENRYU-JI patrimonio dell’Unesco.
Si tratta di un luogo famosissimo per la cultura giapponese e nel periodo di massimo splendore contava fino a 150 edifici. Non mi sono pentita di essere entrata in un luogo mistico, togliersi le scarpe, camminare sul legno scaldato dal sole e con quella vista è stato veramente un momento unico ed ineguagliabile. 

Oggi sul divano, a casa mia, se chiudo gli occhi riesco a rivivere quella sensazione.
Vi consiglio davvero di andarci, un giorno, non appena il mondo sarà un posto più sicuro.

Lisa