mamma in viaggio

✰La mia vita da viaggiatrice dopo le due lineette rosa

REINVENTARSI. 

É la parola che dovete sempre tenere a mente, mentre leggete quello che vi sto per raccontare, ma anche e soprattutto quando avrete finito.
Fin da bambina sono stata una sognatrice. Ho provato spesso nella vita a mettere i piedi per terra, ma dentro di me ho sempre saputo che avrei dovuto assecondare la mia natura. Negli anni mi sono state offerte diverse possibilità, da un sicuro lavoro in banca, ad uno studio notarile, ma ho sempre sentito il richiamo del mondo e la curiosità di scoprirlo tutto.

Ancora troppo giovane ho aperto la mia agenzia di viaggi, che tra alti e bassi (tsunami, innondazioni, eruzioni di vulcani, attentati) ha compiuto nel 2019 ben 10 anni di attività. Ma sentivo il richiamo della scoperta e per me era, oltre che un lavoro meraviglioso, il mezzo attraverso cui vedere tutti i paesi del mondo. Devo dire che in questi anni sono riuscita ad realizzare quasi tutti i sogni nel cassetto. Sempre portando avanti con passione il mio lavoro in ufficio e cercando di tramettere la mia passione agli altri. Con il passare del tempo ho instaurato un bellissimo rapporto con i miei clienti e mi si sono presentate tante opportunità di viaggio, tutte colte al volo, fino a che ho dovuto fare i conti con le due linee sul test di gravidanza. Di li a poco la mia vita sarebbe cambiata completamente, non tanto nella routine quotidiana o negli affetti, quanto nel mio lavoro.

METTERMI IN PAUSA

Non ho mai accettato di mettermi in pausa, ho lavorato fino alle 20.00 il giorno prima di indurre il travaglio, 3 giorni oltre termine. Poi è nata lei. Bella come il sole, che richiedeva tutte le mie attenzioni e così ho pensato mi sarei potuta concedere un pò di tregua. Tregua dal lavoro e tregua dai viaggi. Mi sono però resa conto che nessuno chiamava, facevano tutto le mie colleghe, con l’intento di sgravarmi il più possibile, ma a me mancava il mio lavoro. 

Così nelle giornate a casa è nato questo progetto: “Stella in Valigia”, che non vuole essere solo un blog di viaggi, ma di confronto. Continuare ad avere sogni è giusto e legittimo anche se si è diventate madri.
NON DOBBIAMO MAI ACCETTARE DI SENTIRCI INADEGUATE PERCHE’ ABBIAMO SCELTO DI DIVENTARE MADRI.

Vi ricordate la parola che vi ho detto all’inizio? Bene, ricordatevene ogni volta che qualcuno vi dice di no, ogni volta che pensate di non essere in grado o di non avere tempo. Diventare mamma non è una condanna, ma un valore aggiunto. Non dovete cambiare per niente e per nessuno, ma dovete concedervi e concedere agli altri una nuova chiave di lettura di voi stesse. Le soddisfazioni non smetteranno di arrivare e avranno un gusto tutto nuovo. In quanto a me, la mia pausa è durata solo qualche mese, tempo di organizzarmi. Ho portato Stella in Oman a 5 mesi a visitare i villaggi per un Tour Operator.. Ed è stato per il mio cuore il viaggio più bello della mia vita, perché alcune volte il detto: “non è dove vai, ma con chi sei” è una grande verità. b

✰Viaggio in solitaria: 5 cose da dimenticare

Ho deciso di scrivere questo articolo ripensando a tutte quelle paure che all’inizio mi avevano fatto dubitare se intraprendere o meno il mio primo viaggio da sola. Le ricordo proprio chiaramente tanto hanno angosciato le notti precedenti alla partenza. E’ per questo che voglio condividere con voi 5 pregiudizi a cui dovete smettere di pensare per partire sereni per il vostro viaggio in solitaria. 

1. Viaggiare da soli è pericoloso. 
Elencatemi una cosa che non sia pericolosa nella società in cui viviamo. Viaggiare da soli non sarà più pericoloso che vivere da soli o rientrare soli a casa da una serata in discoteca. Un posto può essere pericoloso sia visitato autonomamente che in coppia, l’unico modo per non mettersi in pericolo è evitare tutte quelle situazioni che potrebbero destare preoccupazione. Ci tengo però a precisare che non tutti i viaggi possono essere intrapresi in solitaria, specialmente se non siete abituati a muovervi da soli. Il rischio non è che vi accada necessariamente qualcosa ma che non conoscendo bene le zone dove andare e quelle da evitare si rischi di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Consiglio sempre per superare la paura e affrontare serenamente un viaggio di studiare bene la destinazione e nel caso non vi sentiste sicuri, rivolgersi ai professionisti del settore turistico che sapranno consigliarvi al meglio. 

2. Viaggiare da soli mi annoia
Questo è sicuramente uno dei pregiudizi che ho sentito più volte. Ci tengo a sottolineare che stare bene con se stessi è la prima cosa per vivere al meglio, non soltanto durante un viaggio ma nella vita in generale. Pensare di annoiarsi mentre si visitano i vicoli di Marrakech o si prende un caffè in piazza San Marco mi risulta davvero difficile perché in quei momenti a tenermi compagnia non sarebbe un compagno di viaggio cicerone ma la bellezza di ciò che sto guardando. Fermatevi un attimo a pensare a quante scoperte potreste fare in compagnia di voi stessi. E non mi riferisco solo alle scoperte dei luogo che visitate ma alle scoperte del vostro io interiore mentre siete attori protagonisti della vostra avventura. Non so voi, per quanto mi riguarda essere la regista delle mie giornate è la cosa che più mi elettrizza durante un viaggio.  

3. Viaggiare da soli è per viaggiatori esperti 
Su questo punto voglio rassicurarvi, nessuno inizia un viaggio sapendo esattamente cosa fare, come muoversi, o come andrà a finire. Una persona può aver fatto mille viaggi nella sua vita ed essere esperto sulle coincidenze intercontinentali o sugli hotel migliori a poco prezzo, ma ciò non implica che sappia esattamente cosa accadrà durante un viaggio perché ciò è impossibile da prevedere. Dopo tutto è questo il bello, non importa quanto tu sia abile, un viaggio porterà con se risvolti imprevedibili. Sarà l’esperienza a fare di voi dei viaggiatori sicuri e preparati ma l’esperienza si può fare solo con la pratica. Vi posso garantire che, soprattutto quando si viaggia da soli, non avendo nessun altro a cui fare riferimento, si diventa esperti decisamente in fretta. Fidatevi!!

4 Viaggiare da soli è costoso 
Riguardo a quest’idea, molto dipende dal vostro concetto di viaggio. Se prendiamo ad esempio una vacanza all inclusive in un villaggio turistico italiano di un certo livello può essere che il supplemento singola incida parecchio rispetto che ad una camera condivisa con un compagno. Certo però che se parliamo di un viaggio dove c’è un pò di spirito di adattamento e magari non si ricerca un alto livello di comfort, il costo della vacanza non sarebbe troppo diverso rispetto ad un viaggio in coppia. Questo ovviamente vale anche per i tour. Quando un cliente usa la scusa dell’ostacolo economico mi fa sempre un pò sorridere. Essendo io stessa abituata a viaggi in solitaria so bene come cercare di contenere il prezzo. Per aiutarvi il più possibile, pubblicherò a breve un approfondimento su questo tema.

5 Viaggiare da soli amplifica il senso di solitudin
C
i tengo a precisare che il sentimento della solitudine è molto personale. Ci si può sentire soli anche in mezzo ad un centinaio di persone, pertanto non serve essere necessariamente in un Paese nuovo. A volte mi sento più sola a casa mia, a Domodossola, che quando sono in viaggio per una nuova destinazione. Tutto dipende dal fatto che in un viaggio in solitaria difficilmente non si stringeranno dei rapporti umani con qualche individuo. Le dinamiche tra le persone non dipendono infatti solo dal nostro modo di porci, anche se siamo timidi e magari abbiamo delle difficoltà a iniziare una conversazione, è molto probabile che uno sconosciuto inizi a parlare con noi. Partire per un viaggio pensando che ci si sentirà soli per tutto il tempo è un atteggiamento che vi impedirà di godere appieno di quello che state vivendo. Una mente positiva sicuramente vi porterà a vedere le cose sotto una luce diversa, un bel sorriso e un atteggiamento solare vi permetteranno di stringere nuove amicizie. E se proprio doveste sentirvi un pochino soli, ricordatevi che non è un viaggio eterno, prima di quanto credete sarete di ritorno dai vostri affetti.

La lista sarebbe sicuramente più lunga, gli aspetti che impediscono di intraprendere un viaggio in solitaria sono molti e a volte sono molto personali. Io cercherò di fornirvi le linee guida per un viaggio che sia non solo una visita ad un posto nuovo ma anche un’esperienza di vita che vi accompagni nella vostra crescita. Se avete necessità di un aiuto pratico o semplicemente un supporto emotivo, non esitate a scrivermi. 

Martina.

✰ Le Maldive con i bambini

Se dovessi consigliarvi una meta lontana al caldo con bambini piccoli,
le Maldive ricadrebbe nelle prime tre destinazioni. 

I motivi? Le ore di fuso orario sono 4 quindi non esagerate, siete in un paradiso terrestre dove sicuramente vi rilasserete e i vostri figli potranno solo godere di questo vostro momento di relax e il mare ‘fa sempre bene ai bambini (cit. la nonna Giaele).

Vi ho già raccontato perché le Maldive sono perfette per una vacanza, ma veniamo al perché sono perfette in famiglia. 

Alle Maldive non si usano scarpe. Si amici, sempre scalzi! Eccovi un primo consiglio, che risulta anche un salva spazio per la valigia. Non portatevi scarpe se non quelle per il viaggio e se partite durante la stagione fredda italiana fate indossare ai vostri bambini già dei sandali con sotto le calze. Questo salverà i bimbi dal freddo durante il volo aereo e avrete un eventuale paio di scarpe da utilizzare alle Maldive.

Ricordatevi che andate al mare quindi la maggior parte del tempo lo passerete in costume da bagno e copricostume. Nelle cose da portare mettete un costume in più ma un cambio serale in meno. Un altro motivo per scegliere le Maldive come prima meta per un viaggio con bambini è la temperatura dell’acqua: sempre calda. 

Il livello del mare è basso e le acque sono calme, quindi adatte per i piccoli di casa.

I vostri bambini potranno sperimentare snorkeling vista la vicinanza della barriera corallina. Da segnare per la valigia: pinne, maschera e boccaglio.

Accorgimenti per neonati alle Maldive
Verificate sempre cosa offre la vostra isola. Il Kuramathi ad esempio dava la possibilità di acquisto solo di alcune tagli di pannolini. Nelle isole dei pescatori i negozi non sono sempre forniti con pannolini e salviette quindi se da un lato potete togliere indumenti per i vostri figli, dall’altra abbondate di pannolini e salviette per coprire l’intero periodo di vacanza. Per quanto riguarda pappine e menù per bambini, se scegliete una destinazione family friendly non ci saranno problemi. Verificate però sempre prima di prenotare la disponibilità di ogni hotel. Il cibo maldiviano è molto speziato, fate sempre attenzione quindi a cosa ordinate.

Vaccinazioni e medicine alle Maldive
Un altro motivo per scegliere le Maldive come meta per un viaggio insieme ai vostri bambini è la mancanza di vaccinazioni obbligatorie. Tenetevi sempre aggiornati sul sito di Viaggiaresicuri.

Da mettere in valigia: crema solare, crema doposole, crema per scottature, crema per punture e farmaci di base.

Le Maldive, sono per tutti la vacanza perfetta.

Lisa.

✰Maldive: un viaggio in solitaria

Sarò onesta, chi mi conosce bene faticherà a pensare ad una Martina esploratrice, solitamente abituata a tour dove si dorme poco e si macinano molti chilometri, che parte per un viaggio in solitaria alle Maldive. Ed effettivamente anche io stessa non mi sarei mai immaginata di programmare questo viaggio.
La realtà però è che la vita ci porta spesso a scoprire territori fisici ma soprattutto mentali inesplorati.
Questo periodo di riposo forzato dovuto all’emergenza COVID-19 mi è servito molto a capire come a volte staccare un pò la spina sia la cosa giusta per ripartire.
Solitamente, la mia vita è sempre in movimento e anche nei viaggi scelgo mete dove il riposo non è contemplato. Lo stare a casa di questi giorni però mi è servito per stabilire che prendere dei momenti per me stessa e per rilassarmi va bene. 

Ma cosa significa affrontare un viaggio da soli in una meta solitamente frequentata da coppie? Innanzitutto credo che sia molto importante stabilire chiaramente il perché di questo viaggio: cosa ci si aspetta di trovare una volta arrivati a destinazione? Siamo sicuri di voler passare una settimana in compagnia solo di noi stessi praticando attività semplici e poco impegnative come leggere, nuotare e abbronzarsi? Se la risposta è si, allora direi di iniziare a programmare questa vacanza. 

Per il mio viaggio, ho deciso di stabilire i punti chiave su cui voglio concentrarmi durante la settimana:
-scrivere tutti quegli articoli che sono rimasti solo abbozzati nella mia mente 
-rilassarmi e staccare da tutto quello che è successo negli ultimi mesi 
-meditare e perché no magari praticare un pò di sport (cosa che mi impongo sempre ma poi magicamente non si avvera mai)
-cercare di passare da una tonalità latte ad un semi abbronzato possibilmente  senza ustioni di primo grado.

Una volta stabilite le priorità del viaggio, passerei ad analizzare le località che meglio si adattano ad una vacanza in solitaria. La scelta della location migliore sarà infatti importantissima per la riuscita di questo viaggio. Penso che nessun viaggiatore solitario voglia ritrovarsi in un resort frequentato solo da coppiette in luna di miele, o sbaglio? 

Come prima opzione vorrei prendere in considerazione l’idea della guest house. Per scoprire le Maldive più autentiche uno dei modi migliori è alloggiare direttamente a casa di una famiglia di maldiviani che cercherà di farvi scoprire i sapori e l’essenza della sua cultura riuscendo anche a non farvi spendere un capitale. In particolare, vi segnalo la guest house Casa Barabaru situata sull’isola di Thinadhoo, nell’atollo di Felidhoo-Vaavu.  Thinadhoo è un’isola molto piccola abitata in parte da famiglie locali, circa 30 abitanti, e per il resto totalmente selvaggia. L’isola si caratterizza per la sua barriera corallina perfettamente conservata e per le finissime spiagge bianche che renderanno l’esperienza alle Maldive un vero e proprio sogno ad occhi aperti. Casa Barabaru nasce da un progetto di Mongi ed Elisa, lui maldiviano e lei italiana che insieme a Monica e Luca decidono di fondare un posto che permetta di conoscere le Maldive più autentiche in un clima di libertà e a stretto contatto con la popolazione di Thinadhoo. 

Se l’idea della guest house differisce troppo dal concetto di vacanza che avevate in mente, vi consiglio  di valutare come alternativa il Bravo Club Alimathà Resort, che prende il nome dall’isola su cui sorge nell’atollo di Felidhoo-Vaavu. Ho selezionato questo resort per il giusto mix tra relax e divertimento, il quale fa si che non ci si annoi mai neanche in viaggio da soli. Le attività ricreative sono il punto forte di questo villaggio all inclusive dove forse viene un pò a mancare il silenzio tanto agognato ma permette di arricchire il nostro bagaglio di amici in viaggio ed esperienze sportive sull’isola. Ci tengo a precisare che essendo costruito con il format di villaggio turistico, la presenza del mini club è sicuramente un punto da considerare. Potrebbero esserci molte più famiglie che single in cerca di relax. Essendo però il resort posizionato su un’isola deserta, questo fa si che lo spazio per rilassarsi in beata solitudine non manchi di certo. In mia opinione, questa struttura è ideale per tutti quei viaggiatori che vogliono avventurarsi alle Maldive in solitaria ma temono di annoiarsi o sentirsi soli.

Come ultima alternativa, per tutti i viaggiatori solitari che non vogliono rinunciare al benessere e al lusso, vi consiglio di annotarvi come destinazione per la vostra vacanza il Kandima Maldive Resort. Situato sulla più grande isola dell’Atollo di Dhaalu, il Kandima Maldive Resort è il luogo ideale per chi cerca relax in un contesto di design moderno e tecnologico. Pensate che all’interno del resort vi sono ben dieci ristoranti per accontentare qualsiasi gusto ed esigenza con possibilità di scegliere tra svariate cucine come ad esempio la cucina cinese, quella asiatica, la mediterranea o la locale arte culinaria maldiviana. Innumerevoli sono gli sport e le attività proposte dalla struttura, sicuramente non manca lo snorkeling, punto forte dell’esperienza di viaggio alle Maldive, ma anche le immersioni e le attività ludiche come una visita al centro di biologia marina o la possibilità di seguire lezioni di cucina.

In attesa di ricominciare a volare, io continuo a preparare le mie prossime avventure in solitaria. Nonostante questo periodo difficile, non dimentichiamo che il mondo tornerà presto ad essere un luogo tutto da scoprire e io non voglio farmi trovare impreparata. 

Martina.

✰Maldive, un sogno possibile.

Ci sono milioni di mete interessanti, con una grande cultura da scoprire. Ci sono paesi che solleticano la nostra voglia di avventure, mete esotiche,  mete divertenti… poi ci sono le Maldive. 

Narra la leggenda che il Signore, dopo  aver creato il mondo, guardandolo dall’alto,  si commosse per la sua bellezza e dalle sue lacrime nacquero queste isole meravigliose, gocce di sabbia e corallo sparse nella immensità di un mare dai colori che in nessun luogo del mondo ha le stesse sfumature.Le Maldive sono nell’immaginario collettivo la cosa più simile al paradiso terrestre, ed io non posso che confermarlo. 

Le Maldive sono ben 26 atolli generati da un miracolo della natura, frutto di stratificazione di calcare e corallo, di variazione di profondità del mare, frutto di evoluzione e vita in continua mutazione.

Sono ben 1192 isole coralline, di diversa dimensione, alcune così piccole da sembrare quasi finte, altre abitate, con piccole moschee e bambini chiassosi e sorridenti.Solo 200 sono abitate, mentre in altre 100 ci sono resort di vari livelli. Tutto il resto sono assolutamente deserte e ancora oggi, pura meraviglia della natura.

Ci siamo approdati con mio marito per la prima volta nel 2016 e siamo stati ospiti, grazie ad Amoilmondo, del Kuramathi Island Resort.

Il nostro arrivo a Kuramathi non lo dimenticheremo facilmente, ne sono certa. Dopo un volo di circa dieci ore dall’Italia con scalo ad Abu Dhabi siamo arrivati all’aeroporto di Malè e ci siamo diretti al desk del resort dove due addetti ci hanno dato indicazioni per raggiungere la lunghe e appuntamento dopo circa un’ora per il transfert all’isola con l’idrovolante. 

Ecco, l’idrovolante è da solo un’esperienza che vale il viaggio. Ripaga tutte le aspettative. 
Ti sembra di essere quasi fuori dal tuo corpo e fluttuare. Credo non scorderò mai l’emozione che ho provato. 

Davanti a noi un lungo pontile e la sensazione di gioia di essere finalmente arrivati alle Maldive. Due sono i colori della natura che colpiscono appena si approda a Kuramathi: il celeste del mare e il verde smeraldo della vegetazione. Appena arrivati dal molo abbiamo visto uno squaletto che nuotava tranquillo (non vi preoccupate non sono animali pericolosi, basta solo non importunarli) ed è stata una fantastica emozione.

L’isola di Kurmathi è lunga un chilometro e ottocento metri che per un’isola delle Maldive è sinonimo di grandezza. Kuramathi vanta ben tre reception e nove ristoranti, tant’è che è attivo tutti i giorni fino all’una di notte un servizio di minibus (avete presente le golf car?Il modello un pò più lungo).

Kuramathi Island Resort è di proprietà maldiviana e questo si traduce in un attento interesse verso il rispetto della natura. Sull’isola è presente un eco center gestito da una biologa marina che propone attività di sensibilizzazione per gli ospiti. Noi abbiamo partecipato all’incontro sulle tartarughe marine che lei ha arricchito con le sue esperienze in giro per il mondo. E’ stato veramente un momento molto interessante il modo in cui ci hanno mostrato come la plastica può provocare la morte di questi animali e ha generato in noi un senso di responsabilità tale che ora, ogni volta che vediamo una plastica in mare corriamo a raccoglierla. 

Le vacanze che diventano anche un modo per crescere ed arricchirsi sono un tesoro davvero prezioso.

L’eco center si occupa anche della salvaguardia della barriera corallina che fa da contorno a tutta l’isola. Lo snorkeling comincia direttamente dal pontile di attracco delle barche, da cui tuffandosi ci si immette in una serie di canali opportunamente segnalati. Inutile dirvi che fare snorkeling qui è un’esperienza indimenticabile.

L’insalata, i pomodori e le diverse erbette che si mangiano sulle tavole dei ristoranti di Kuramathi provengono quasi tutte dall’Idroponic garden aperto nel 2000. Idroponic deriva dal greco e significa acqua / lavoro ed è un tipo di coltivazione dove i nutrimenti di cui le piante hanno bisogno sono aggiunti all’acqua dell’irrigazione. Questo metodo è perfetto per le Maldive dove la terra per le coltivazioni è poca.

 L’isola di Kuramathi è infatti anche un’importante destinazione per viaggi di nozze e non potevamo non testare le sue opzioni romantiche. Kuramathi non è un resort per famiglie ma è un resort senza dubbi kids friendly ciò significa che i bimbi sono ben accetti ma anche le coppie che cercano una destinazione a loro dedicata possono trovare un luogo accogliente e pieno di attività. 

Noi ci siamo fatti coccolare con un massaggio di coppia di fronte all’oceano, crociera al tramonto e una immersione a due.

In futuro voglio assolutamente portare Stella a scoprire questo paradiso. 

Al Kuramathi Resort il Kids Club è davvero ben curato in ogni dettaglio. Ogni giorno vengono organizzate diverse attività, laboratori creativi e momenti in piscina o in mare. Una volta alla settimana i bambini cucinano il barbecue, ed è bellissimo vederli così occupati e felici coi loro grembiuli. L’ambiente è davvero internazionale, ma i bimbi trovano sempre un modo per comunicare. 

Il nostro soggiorno a Kuramathi è stato un sogno ad occhi aperti, in cui ogni giorno c’era una nuova sorpresa a partire dall’alloggio, una water villa dove abbiamo passato un indimenticabile pomeriggio, all’immersione e allo snorkeling tra pesci coloratissimi e squaletti passando per cinema sotto le stelle, cena flambé e l’occasione di imparare tante cose sulla biologia marina.

Ciao Kuramathi, mi sei davvero entrato nel cuore e grazie Amoilmondo per questa fantastica esperienza.

p.s quest’isola è talmente ricca che non ci si annoia mai. Le parole a volte non sono sufficienti per spiegare la bellezza di un luogo.



Lisa.

✰giappone in pillole

Il Giappone è una meta da “sogno nel cassetto” per tantissime persone.
E sebbene sia un paese accogliente, non per tutti consiglio lo zaino in spalla all’avventura.
Ci vuole una buona conoscenza dell’inglese, una buona capacità di pianificazione e un pò di spirito di avventura. 

In un itinerario di massima, da prima esperienza vi consiglio di avere a disposizione almeno 10 giorni pieni, quindi senza contare i giorni di viaggio, ed io li suddividerei così: 4 giorni a Tokyo, 4 giorni a Kyoto e 1 Miyashima ed 1 Hiroshima. Se avete meno giorni, rinunciate a qualcosa. Ha poco senso insistere a visitare tutte le città. E’ vero che in Giappone i mezzi di trasporto sono super rapidi ed efficienti, ma le distanze sono comunque notevoli. Tenete conto che solo per muoversi da una parte all’altra del centro di Tokyo potrebbero volerci 40 minuti in metropolitana.

Tokyo e i suoi dintorni

Io non sono una amante delle città.
Tokyo, dovessi descrivervi l’effetto che mi ha fatto è stato quello di inghiottirmi e di stordirmi! Tokyo non si ferma mai, luci, persone, suoni incessanti.
A Tokyo ci si può davvero perdere.
Ci si perde tra i mille grattacieli di Shinjuku, tra la folla dei festival ad Asakusa, tra i colori dei vestiti di Harajuku, tra la gente che attraversa l’incrocio di Shibuya, tra i suoni trillanti di Akihabara. Tokyo è un cuore che pulsa di vita. Tokyo è modernità che si fonde con la tradizione, nei festival estivi e nelle celebrazioni solenni, tra gli alti grattacieli e la passione per la tecnologia. Tokyo è un cuore che pulsa di vita.
Tokyo è modernità che si fonde con la tradizione, nei festival estivi e nelle celebrazioni solenni, tra gli alti grattacieli e la passione per la tecnologia. Oltre ad essere una tappa imperdibile per chi visita il Giappone per la prima volta, è con tutta probabilità la città dove atterrerete e da dove inizierete il vostro tour in Giappone.

Escursioni da Tokyo
Se come me l’aria di città vi stanca, e desiderate la natura, non posso che consigliarvi una di queste “gite fuori porta” e visitare le bellezze dei dintorni, con gite in giornata o anche dormendo fuori una notte.
–Nikko: con i suoi ricchi e preziosi templi, dorati e colorati, immersi nella foresta. Qui si trova anche il Mausoleo di Ieyasu Tokugawa e le famose tre scimmiette “Non Vedo, Non Sento, Non Parlo. Sempre a Nikko si trova il bellissimo Shinkyo Bridge, il famoso ponte rosso, che una volta era l’accesso alla zona Sacra. Partendo al mattino presto, si può visitare la zona sacra dei Templi di Nikko in giornata da Tokyo, ed è raggiungibile con due ore circa di treno. Un suggerimento per dormire? Narusawa Lodge, un posto semplice, nella natura, con camere in stile tradizionale
–Kamakura: con la statua del Buddha Gigante, i suoi rilassanti templi con bellissimi giardini ed anche una spiaggia.
–Hakone: famosa soprattutto per gli onsen, Hakone nelle giornate più limpide è anche un’ottima destinazione per vedere il Monte Fuji in lontananza.
Vi consiglio di abbinare ad Hakone la visita ad Owakudani, la vallata dell’inferno; un’area vulcanica con qualche geyser e le sue particolari uova nere, che allungano la vita di 7 anni a chi le mangia. Anche Hakone può essere fatta in giornata da Tokyo, ma ci sono anche moltissime soluzioni per pernottare e godere con calma delle acque termali della zona.
–Salita al Monte Fuji: si dice che ogni giapponese almeno una volta nella vita debba salire sul Fujisan.
Rimane per me ancora un sogno nel cassetto.
–Kawagoe: a mezz’oretta da Tokyo, la piccola Edo è una piacevole escursione di mezza giornata da Tokyo. Frequentata soprattutto nel weekend, per respirare l’aria del Giappone Antico e rimpinzarsi di dolci a Candy Alley.

Kyoto e dintorni

La seconda tappa fondamentale dell’itinerario di un primo viaggio in Giappone è certamente Kyoto. L’antica capitale, la città dei mille templi. 

“Se Tokyo è modernità, Kyoto è tradizione”

Qui l’atmosfera è completamente diversa, l’aria è mistica ed intrisa di sacralità, il passato rivive in ogni angolo, in ogni gesto, in ogni cosa. Kyoto fu la capitale del Giappone per oltre mille anni, ed è qui che ancora è possibile avvistare qualche rara Geisha o apprendista (Maiko) per le vie di Gion. Kyoto è così autentica perchè risparmiata dalle bombe durante la Seconda Guerra Mondiale e fortunatamente per noi, possiamo davvero respirare il Giappone più autentico. Tra le cose da vedere a Kyoto vi segnalo il famosissimo Padiglione d’Oro, il Kyomizudera, il Padiglione d’Argento e la passeggiata del filosofo (soprattutto se andate in Giappone durante la fioritura dei ciliegi), e il Casello Nijo, con il pavimento usignolo.
Se visitate il Giappone per solamente pochi giorni, non mancate comunque di visitare Kyoto, per me, da sola, vale il viaggio. 

Dintorni di Kyoto

Per visitare Kyoto considerate almeno 4 giorni. Perchè se almeno due interi li dedicherete alla città, non potete non includere nel vostro tour del Giappone i dintorni dell’antica capitale. Si tratta di luoghi comodamente raggiungibili in treno da Kyoto, dove vi consiglio di fare base per i pernottamenti anche perchè tanto i collegamenti continuano fin dopo la mezzanotte, e spostarsi con tutti i bagagli vi farebbe solo perdere tempo. 

Nara: se amate gli animali, ed in particolare i cervi, questo sarà il vostro paradiso. O il vostro incubo quando capirete che questi graziosi mammiferi si trasformano in spietate bestie affamate pronte a mordere ogni cosa (voi compresi) anche dei semplici fogli di carta. Nara è una tappa imperdibile di un tour in Giappone anche per i suoi templi ed in particolare per il Todaiji, il tempio del Grande Buddha.
Fushimi Inari: praticamente ancora a Kyoto, prendendo il treno locale, in una ventina di minuti si arriva al famoso santuario con il tunnel di Torii rossi. Queste porte shintoiste vi accompagneranno per tutta la salita fino alla cima del santuario, dal quale nelle giornate terse si ha una splendida visione della valle sottostate. La salita alla cima è piuttosto lunga e un po’ faticosa, ma anche fermandovi alla parte intermedia del tempio, avrete modo di percorrere il famoso sentiero sotto i torii.
E’ sufficiente una mattinata per la visita, se non siete scaramantici potete farlo anche verso sera, il tempio è sempre aperto, ma essendo dedicato alla divinità Inari, i cui messaggeri sono delle volpi, è credenza Giapponese che al calar del sole, si incontrino volpi dalle sembianze di donne che ingannano i visitatori.
Foresta di Arashiyama: anche questa famosa e spettacolare foresta di bamboo è raggiungibile in poco tempo da Kyoto e richiede una mezza giornata. E’ interessante soprattutto per il lato fotografico, personalmente per mancanza di tempo, ho deciso di non visitarla e concentrarmi maggiormente sulla visita della città di Tokyo. Una delle tappe che mi sono entrate nel cuore.
Osaka consiglio di passarci almeno una serata. Si dice che se nel resto del Giappone si va per visitare, a Osaka si va per mangiare! La zona di Dotonbori la sera si riempie di vita e i tantissimi ristornatini, locali e negozietti di street food vi faranno girare la testa.
L’ideale sarebbe arrivare ad Osaka nel primo pomeriggio, per visitare un po’ l’area del Castello ed il parco e rimanere fino all’ultimo treno, per godervi un po’ anche l’atmosfera serale della città.

 Hiroshima e Miyajima

Un tour del Giappone, per essere completo, dopo la modernità di Tokyo e la tradizione di Kyoto, deve includere anche il dolore di Hiroshima. 6 Agosto 1945. Il giorno in cui il mondo scoprì la bomba atomica. Il giorno che spazzò via la città di Hiroshima e con lei i suoi abitanti. Ora Hiroshima è totalmente ricostruita, ma il Parco della Pace vi colpirà come un pugno nello stomaco.
Vi consiglio perciò di visitare prima l’isola di Miyajima, con il famoso torii galleggiante.
Ci si arriva comodamente da Hiroshima, in poco più di mezz’ora in treno+traghetto, entrambi coperti dal JR Pass.

Miyajima è uno dei paesaggi più belli del Giappone.e sicuramente il grande torii che con l’alta marea sembra fluttuare sull’acqua è una delle fotografie più amate del tour del Giappone. Ma oltre al Tempio di Itsukushima sull’isola di Miyajima ci sono molti altri interessanti templi circondati dalla natura, oltre che ad una graziosa via piena di bancarelle e prelibatezze tipiche. A Miyajima assaggiate le ostriche, specialità del luogo, preparate alla griglia con soia e/o limone…e poi i momiji, dei dolcetti buonissimi riempiti con varie confetture. Se siete amanti della natura e del trekking, salite sul Monte Misen: dopo aver preso la funivia un percorso nella foresta vi porterà fino alla cime del Monte Misen, il rilievo più alto dell’isola, da dove si gode di una splendida vista sul Mare Interno.
Potete scegliere se pernottare sull’isola, per scoprire il fascino che la avvolge al calar della sera, quando i turisti rientrano in città, oppure potete prendere l’ultimo traghetto e tornare ad Hiroshima, dove dovete assolutamente cenare con okinomyaki, che sono il piatto tipico proprio di questa città.
Il giorno seguente dedicatelo ad Hiroshima, in particolare al Parco della Pace, dove lo scheletro con la famosa cupola dell’A-Dome rimane testimone impassibile di quel fatidico giorno. Soffermatevi, osservate, pensate. Pensate a quella palla di fuoco e calore improvvisa esplose a meno di 600 metri di altezza, polverizzando, sciogliendo ogni cosa e persona nel raggio di 3 kilometri.Il Museo della Pace, crudo e vero, raccoglie resti, ricostruisce l’evento, racconta gli avvenimenti del giorno in cui il mondo conobbe l’orrore delle armi nucleari. Dal Museo si esce storditi, straziati, confusi, impotenti.Lo sguardo non può non levarsi verso il cielo, per posarsi poi sul verde del parco, sul monumento a Sadako ricoperto da una moltitudine di origami di gru e sul Memoriale Lasciate Hiroshima come ultima tappa del vostro itinerario in Giappone. Lasciate che questo macigno del passato sedimenti nella vostra coscienza. Perchè le armi nucleari non dovranno mai più essere utilizzate dall’essere umano contro un altro essere umano.

Queste sono quindi le principali tappe di un primo viaggio in Giappone. Naturalmente se avete la fortuna di avere più tempo a disposizione ci sono una miriade di luoghi che potete visitare ed esperienze che potete fare.

Lisa.

Contattaci per organizzare il tuo viaggio su misura in Giappone. 

✰ un libro per bambini viaggiatori

Quello che ci piace dei viaggi è la loro capacità di renderci diversi, una volta ritornati.

Vale per noi adulti e vale anche per i più piccoli, che imparano e conoscono il mondo con i loro occhi pieni di meraviglia, immaginano e vivono avventure che probabilmente si porteranno dentro per tutta la vita. E allora il viaggio non può essere solo un semplice viaggio.

Soprattutto nel momento che stiamo vivendo può essere d’aiuto far vivere o rivivere ai bambini delle esperienze di viaggio, attraverso libri adatti a loro che li portino a viaggiare almeno con la fantasia. Voglio consigliarvi:

“In Viaggio di Guido Van Genechten”
edizione EDT Giralangolo (2017)

Ranocchio non si è mai allontanato dal suo villaggio, poi un giorno arriva Porcospino che con la sua decappottabile rossa gli propone di mettersi in viaggio. Un viaggio che però almeno in apparenza, non ha una vera e propria meta. I due amici partono così per un lungo giro del mondo, visitano città, scalano montagne e solcano mari. Una volta tornati a casa tutto sembra cambiato o forse sono loro che non sono più gli stessi? Un grande albo illustrato, pieno di colori e paesaggi da esplorare per capire che nella vita si è sempre in viaggio, anche quando si è costretti a stare a casa.

Per acquistare il libro cliccare qui.
Spero vi piaccia e vi faccia passare dei bei momenti con i vostri bimbi. Lasciatemi la vs. recensione nei commenti.

Lisa

✰ il primo volo di Stella

Ho affrontato il mio primo volo con Stella quando aveva appena 5 mesi. 

Neos, da Malpensa per Salalah, Oman (via Verona). Ben 10 ore tra volo effettivo e scalo tecnico. Devo dire che ero piuttosto preoccupata, un pò anche perché diventando mamma si è fatto strada nel mio inconscio un pò di timore (completamente ingiustificato) per gli spostamenti. 

Un viaggio in aereo per un neonato rappresenta sicuramente un’esperienza diversa dalla routine a cui è abituato, ma se affrontato con la giusta consapevolezza ed organizzazione, non rappresenta alcun problema.  

Viaggiare con un neonato in aereo è molto meno drammatico di quanto non si pensi. Anzi, le compagnie aeree sono generalmente ben attrezzate ad accogliere famiglie in viaggio con un neonato. Per esempio, se prenoti per tempo e ti informi bene puoi approfittare di dotazioni speciali, come la culla che si attacca alla parete di fronte ai sedili (noi infatti abbiamo scelto di acquistare questa opzione che si chiama baby basket).

Carrozzine e passeggini, poi, non contano come bagagli a mano, quindi puoi portarli fino alla cabina e poi lasciarle fuori, per riprenderle quando sbarchi. 

Per il resto, il consiglio è sempre quello di organizzarsi:

1. non imbarcare per primo, anche se hai la priorità per famiglie. Non serve a molto, solo a prolungare il viaggio;
2. durante le fasi di decollo e atterraggio allatta il bambino, oppure dagli il cuccio: servirà a prevenire fastidi alle orecchie;
3. per i viaggi lunghi con neonati, meglio comprare il posto. Spenderai un po’ di più ma potrai portare il seggiolino auto  in auto e metterlo sulla poltrona, oppure allungare tu le gambe mentre tieni il bambino in braccio, oppure utilizzare il sedile come superficie dove appoggiarlo. Insomma,  starete molto più comodi;
4. non dimenticare la copertina, o uno scialle per riparare il bambino dal freddo, oppure per allattare;
5. evita di viaggiare durante la stagione dei raffreddori e delle influenze, l’aereo è un ottimo veicolo di contagio, mi riferisco in questo caso come tutela per bimbi davvero piccolissimi.

Ad esempio con Neos i neonati che viaggiano in braccio non hanno accesso al bagaglio da stiva, ma è possibile imbarcare gratuitamente il passeggino e portare con sé una borsa fino a 5 Kg per il piccolo. Con Iberia i neonati pagano il 10% della tariffa, tuttavia viene offerto il seggiolino o la culla pagando un supplemento, in più è consentito un bagaglio extra fino a 10 Kg. Easyjet propone una borsa di massimo 5 Kg, con dimensioni non superiori a 46×20,5×31 cm, oltre alla possibilità di portare a bordo due articoli a scelta tra seggiolini, lettini da viaggio, passeggini e culle. E questi sono solo alcuni esempi. 

E’ importante prendersela con calma, evitando di innervosirsi alle prime difficoltà, cercando di considerare tempistiche più lunghe adatte alle esigenze del piccolo.

Per questo motivo è fondamentale presentarsi in anticipo in aeroporto, prenotando se necessario un’area lounge dove attendere la partenza in un ambiente attrezzato e rilassante. Bisogna preparare i bagagli in modo intelligente e scrupoloso, per non perdere tempo ai controlli di sicurezza, verificando sempre che i liquidi siano sistemati correttamente e non siano presenti articoli vietati. Per camminare senza contrattempi è consigliabile acquistare un passeggino adatto ai viaggi in aereo, un modello leggero e richiudibile senza ingombro, che possa essere facilmente sistemato in cabina.

Il seggiolino per l’auto occupa molto spazio ed è pesante, dunque è preferibile prenotare un dispositivo della compagnia pagando un supplemento, oppure comprare un modello scomponibile che sia facile da trasportare sull’aereo. Con i bimbi appena nati è opportuno portare dei giochi per distrarli durante il volo e l’attesa, come dei pupazzi per neonati. Inoltre è importante scegliere dei posti comodi con spazio sufficiente per i piccoli, preferire le compagnie di linea alle low cost, pianificare gli spostamenti una volta giunti a destinazione e cercare di rendere il viaggio comodo e piacevole per tutti.

Per noi, nonostante il volo sia stato piuttosto lungo, con Neos è stato molto piacevole. Abbiamo volato con un modello di aeromobile chiamato Dreamliner di ultimissima generazione, dotato di ogni comfort, con un equipaggio attento e premuroso che ci ha fatto sentire davvero “a casa”.

Di Stella che dire… è una viaggiatrice nata e non poteva essere altrimenti. Ha praticamente dormito tutti il viaggio e si è intrattenuta con i suoi giochi e i la tv di bordo. Per noi è stata davvero un’esperienza super positiva che non vediamo l’ora di ripetere. 

Allora, fa ancora paura metterti in viaggio con un neonato?

Lisa

✰#andràtuttobene

Sembra passata un’eternità da tutti i buoni propositi e da tutti i progetti che come ogni anno, il primo gennaio metto nero su bianco. 


Viaggi e avventure ben organizzate, come se il tempo mi scappasse via se non fosse già predestinato a voli, coincidenze, tour e viaggi in mete esotiche e lontane. Non vedevo l’ora di mostrare a Stella il mondo. 


Ho sempre voluto che Stella si sentisse cittadina del mondo,

senza limiti e senza confini. In un attimo invece ci ritroviamo a percepire il peso di una territorialità che ci va troppo stretta. Quasi ci soffoca.

Il Coronavirus (COVID-19) ha in poco tempo Spazzato via tutti i nostri progetti e riempito la nostra vita di paure, tenendola in sospeso.Viaggiare ci da l’occasione di aprire la mente, di renderci aperti, tolleranti, curiosi e rispettosi dell’altro. Viaggiare cancella quei confini tra noi e gli altri. Ho sempre sognato che Stella, fin da piccola crescesse così. 


Questi giorni di incertezze invece, ci hanno messo gli uni contro gli altri, innalzando barriere e confini che anche se fatti di aria, sembrano insormontabili. 
Nonostante tutto però, non voglio farmi scoraggiare. Il mondo tornerà ad essere un luogo famigliare, un luogo di famiglia dove far crescere Stella. E tutti quei progetti sono solo rinviati.

#andratuttobene.

Lisa.

andrà tutto bene

✰ 3 luoghi in cui affrontare l’Apocalisse

Quale che sia la vostra idea di Apocalisse, in questi luoghi potreste viverla appieno.

Se qualcuno si sta chiedendo perché proprio ora, nel marzo del 2020 iniziare un blog di viaggi, bè la risposta è molto semplice. Il tempo.

Scrivere un primo post è davvero complicato. Vorresti che fosse perfetto, unico ed accattivante, e non ho mai avuto il tempo di dedicarmici e che rispecchiassi gli standard che mi ero prefissata. Poi è arrivata la quarantena.

Ed è stato per me come il giorno 1.
L’inizio, o meglio, la possibilità di inizio.

Tornando alla nostra Apocalisse non importi che tipi voi siate. Se combattivi o eremitici, perché questi luoghi forniscono sia il riposo dello spirito che posizioni strategiche.

Casa sull’albero in Toscana
La casa sull’albero rappresenta per i veri Apocalittici un luogo ideale.
Dove i più romantici vedono un week end lontano dai rumori della città, gli Apocalittici vedono una possibilità di fuga. La casa sull’albero è una oasi di pace e serenità, con una bellissima veduta sulle colline permettendo così di rilassarsi, ma di non perdere mai di vista il territorio (così da far stare al sicuro gli Apocalittici). Il Glamping il Sole offre un orto bio ed una struttura praticamente autosufficiente, e per i più glamour offre anche la cupola geodetica.

Nanoyado Iya Onsen in Giappone
Questo è sicuramente il secondo luogo a cui penserei e che mai è più rimasto nel cuore. Una struttura in tipico stile locale, sperso tra le montagne, con gli onsen raggiungibili sono con una piccola funicolare. La struttura è immersa nella foresta, protetta dalla natura.

Kuramathi alle Maldive
Un’isola di pochi km quadrati, completamente autosufficiente e circondata dal mare nell’atollo di Rashdoo. Penso sia superfluo spiegare il pregio di godere di una meravigliosa spiaggia bianca mentre l’Apocalisse divampa.

In questo momento, purtroppo o per fortuna siamo bloccate a Domodossola, che alla fine risulta comunque essere un luogo adatto all’Apocalisse, anche se forse non paragonabile a quelli che vi ho elencato. La prossima volta che ci capiterà di assistere ad un Apocalisse valuteremo di essere più rapidi e spostarci in uno di questi luoghi idilliaci… ma forse cercheremo di farlo anche senza necessità apocalittiche.

Spero che questo post vi abbia fatto sorridere e sognare per un momento perché oggi come oggi sono i beni più preziosi che abbiamo.

Lisa