mamma in viaggio

✰ 5 Piccole azioni quotidiane per essere felici

In questo periodo di reclusione forzata, ho avuto modo di osservare la mia vita e ho notato che seguire dei piccoli gesti quotidiani mi sta aiutando a rimanere positiva, o almeno a provarci.

Questa situazione per noi, vagabondi per natura, risulta particolarmente difficile. Non credo di aver mai passato così tanto tempo chiusa tra le mura della mia casa. Un posto che fino a qualche mese fa conoscevo solo per poche ore al giorno, è diventato contemporaneamente la mia mensa, il mio ufficio, la mia palestra, il mio mondo. Invece di crucciarmi ogni giorno per ciò che non posso fare, per chi non posso vedere, per dove non posso andare, ho scelto di concentrarmi sull’unica cosa che conta davvero: il mio benessere.

Ecco quindi la mia lista di cose che faccio giornalmente e che mi fanno sentire bene nonostante tutto.

1. Dedicare 30 minuti al giorno al mio corpo
Premetto che non sono una grande sportiva e non aspiro ad esserlo nel breve tempo. Posso però garantirvi che dedicare almeno mezz’ora all’esercizio fisico mi sta aiutando a rimanere concentrata sugli obbiettivi e mi fa sentire attiva non solo nel corpo ma anche e soprattutto nella mente. Prima di questa emergenza, trovavo sempre scuse per non dedicarmi un pò all’attività fisica. “Non ho abbastanza tempo”, “mi aspettano in ufficio”, “oggi ho i capelli puliti, recupero domani”, queste sono solo alcune delle scusanti che ero solita ripetermi per evitare di sudare un pò. Con l’avvento della quarantena, queste scuse non sono più valide, di tempo libero ne ho in abbondanza e uno shampoo in più non mi spaventa di certo.

2. Apprezzare ciò che ho
Quando mi sveglio la mattina, prima di alzarmi dal letto, mi prendo qualche secondo per apprezzare la mia vita. So che può sembrare un’azione un pò sciocca ma vi assicuro che farà la differenza nella vostra giornata. Personalmente, nella frenesia della quotidianità, non mi soffermavo mai a pensare a quanto fossi fortunata. Ero sempre proiettata verso un nuovo obbiettivo e verso ciò che non avevo. Passando tanto tempo sola in casa, ho iniziato a valutare quanto in realtà la mia vita fosse di per se ricca. Non parlo di beni materiali ma di ciò che non si può comprare: l’amore e l’affetto di chi ci è accanto. Quando mi sveglio, dedico quindi un attimo per riflettere sulla mia immateriale fortuna che poi alla fine è ciò che davvero conta.

3. Fare quella chiamata o mandare quel messaggio
Una cosa che faccio ormai quasi senza pensare è dedicare qualche momento in più agli altri. Lo so, sembra un paradosso. Come puoi dedicare più tempo agli altri mentre sei reclusa in casa da sola? La realtà è che prima della quarantena gli impegni giornalieri mi assorbivano talmente tanto da lasciare poco tempo da dedicare anche solo ad un messaggio o una chiamata veloce. Lavorando poi a stretto contatto con il pubblico, la sera quando rientravo a casa, avevo solo voglia di starmene in silenzio lontano dal telefono. Ora che passo gran parte del mio tempo (tutto il tempo) da sola, ho capito quanto sia gratificante ricevere o fare una chiamata senza una necessità reale ma solo ed unicamente per sentire una persona. Se pensi una cosa carica di un amico, di un conoscente o apprezzi i contenuti di qualcuno che segui su Instagram, diglielo!! Non aspettare il momento giusto, ogni giorno è il momento giusto.

4. Stabilire la mia routine
Spesso dimentichiamo quanto sia importante il riposo per il nostro corpo e la nostra mente e quanto sia fondamentale mantenere la giusta routine. Inizialmente, questo periodo di isolamento aveva sballato e non di poco le mie abitudini. Io, la persona più abitudinaria del pianeta, mi ritrovavo a non riuscire ad addormentarmi la sera (prima della quarantena per me le dieci erano un miraggio) e non riuscire a svegliarmi la mattina all’orario che mi prefissavo. I primi giorni mi sono lasciata influenzare da questo atteggiamento e non ci ho dato molto peso, alla fine ero a casa che importanza potesse avere svegliarmi alle 11? Con il passare dei giorni però mi sono resa conto che stavo scivolando in una routine dannosa per il mio benessere e per il raggiungimento dei miei obiettivi, Piano piano sono riuscita a tornare al mio solito tran tran andando a dormire ad un orario decente la sera in modo da svegliarmi piena di energia presto al mattino. Il mio consiglio è stabilire una routine che vada bene per il vostro stile di vita e mantenerla in qualunque situazione vi troviate (quarantena inclusa)!

5. Coltivare i miei interessi
Lo so, la tentazione di stabilirsi in pianta stabile sul divano con Netflix in ripetizione è forte ma non dimentichiamoci di ciò che amiamo fare. Che sia leggere un buon libro o disegnare, staccarsi qualche ora dalla tv vi farà tornare con i piedi per terra alla vostra realtà. Prima della quarantena, la classica scusa era di non avere tempo per gli interessi extra, in questa situazione invece, la scusa del tempo sembra essersi rovesciata, ne abbiamo troppo, non sappiamo come investirlo e nel limbo della decisione finiamo per non fare nulla. Personalmente, una cosa che amo fare è progettare i miei prossimi viaggi una volta che si potrà tornare a vedere il mondo. Spendo quindi qualche ora durante la mia giornata per studiare una determinata destinazione, le cose che ci sono da vedere, i migliori posti dove mangiare. Sicuramente sono luoghi che non visiterò nell’immediato ma mi aiutano a ricordare che fuori da queste mura il mondo è lì che mi aspetta.

Sono consapevole che per molti questi punti sembrano banali ma vi garantisco che per me aver fatto una lista di piccole azioni quotidiane mi sta aiutando ad essere più serena. Non vi nascondo che non tutti i giorni sono uguali, alcune volte fallisco e non riesco a completare tutti e cinque gli obiettivi, ma non demordo e continuo a provarci.

Martina.

✰ Sardegna, la nostra TOP 10


E’ davvero difficile trovare solo 10 luoghi da visitare in Sardegna, perché davvero la sua bellezza la si ritrova in ogni angolo. Vi lascio di seguito la mia lista, nella speranza di farvi innamorare di questa terra meravigliosa.


1. Cala Mariolu
Al primo posto c’è una delle spiagge più spattacolari dell’isola: Cala Mariolu, una spiaggia formata da piccoli sassolini bianchissimi tanto da abbagliare che si trova nel Golfo di Orosei.

2. Villaggio di Tiscali
Il secondo posto della Sardegna più consigliato dai sardi non è una spiaggia, bensì un sito archeologico di epoca nuragica. Non molti sanno, infatti, che Tiscali è il nome di un antico villaggio nel Comune di Oliena e Dorgali, situato sul Monte Tiscali. Il villaggio è interamente costruito lungo le pareti della dolina e non è visibile fino a quando non si raggiunge l’interno della cavità, attraverso un’ampia apertura nella parete rocciosa. E’ un luogo dall’atmosfera molto suggestiva: sulla parete rocciosa si apre un ampio finestrone dal quale si domina la valle di Lanaittu

3. Cala Goloritzé
Si tratta di un monumento naturale, tra le cale più suggestive e amate della Sardegna, anch’essa a Sud del Golfo di Orosei. Cala Goloritzé nasce da una frana avvenuta nel 1962 e diviene famosa per il suo pinnacolo alto 143 metri. 

4. Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena
Questo meraviglioso arcipelago al largo della Costa Smeralda comprende Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli ed è un’area protetta marina e terrestre. L’Arcipelago della Maddalena è una meta ambita dai diportisti per via delle bellezze naturali e delle acque incontaminate color smeraldo

5. Chia
A Sud Ovest della Sardegna dove le acque cristalline si insinuano tra i suggestivi anfratti rocciosi, mentre poco distante i fenicotteri rosa trovano il loro habitat ideale. Chia (o Baia di Chia) si trova nel Golfo degli Angeli ed è un susseguirsi di spiagge e di dune. Tra le più belle Su Giudeu e Cala Cipolla

6. Su Gorropu
Secondo i sardi qui è racchiuso lo spirito libero e selvaggio dell’isola. Visitare almeno una volta nella vita la gola di Su Gorropu (Gola di Gorropu), il canyon del Supramonte, è un must. Si trova tra i Comuni di Orgosolo e Urzulei e, con i suoi oltre 500 metri di altezza e una larghezza che varia da poche decine a 4 m, è considerato uno dei canyon più profondi d’Europa. Si raggiunge attraverso un percorso escursionistico di tre ore lungo il sentiero Sedda ar Baccas

7. Stintino
E’ una delle località più conosciute della Sardegna. A Nord dell’isola, in provincia di Sassari, le lunghe spiagge bianche sono l’orgoglio del piccolo borgo nato per ospitare le 45 famiglie costrette a lasciare l’Asinara che si apprestava a diventare sede di un lazzaretto e di una colonia penale. La principale attrattiva turistica di Stintino è la spiaggia de La Pelosa fatta di sabbia bianca e finissima e dal mare azzurro-turchese dal fondale molto basso.

8. La Costa Smeralda
Questo territorio è diventato sinonimo di mondanità, limitando le frequentazioni da parte dei sardi, ma la sua bellezza e la sua particolarità sono innegabili. I sardi consigliano quindi di gustarla per quello che è: un pezzo di costa tra i più affascinanti al mondo. Comprende una parte di costa Nord Est dell’isola ed è caratterizzata da numerose insenature, piccole spiagge e da isole fra cui l’Arcipelago della Maddalena

9. Strada litoranea Bosa
Poiché spesso si raggiunge la Sardegna in auto, imperdible è questo tratto di strada nella provincia di Alghero che regala un paesaggio fatto di mille sfaccettature: splendide scogliere a picco sul mare, natura incontaminata e panorama mozzafiato. Un paesaggio tra i più selvaggi e suggestivi della Sardegna e del Mediterraneo che potrebbe anche diventare un Patrimonio dell’Unesco

10. Barbagia
I sardi la definiscono ‘dolce e amara Barbagia’ e rappresenta il cuore della Sardegna. Qui non ci sono coste da sogno né acque cristalline. Comprende una vasta regione montuosa al centro della Sardegna, che si estende sui fianchi del massiccio del Gennargentu. Il territorio è a tratti asprissimo, ma se si impara a conoscerlo lo si apprezza davvero.

Ci sono molti modi di raggiungere la Sardegna, in volo o in traghetto, e ci sono sempre delle ottime promozioni.
Scriveteci se volete qualche informazione in più e conoscere le nostre strutture preferite!

✰ Puglia: la nostra TOP 10

In Puglia i posti da non perdere sono veramente tanti. Del resto la Puglia è una regione bellissima con molti luoghi incantevoli. Se ti chiedi cosa vedere in una settimana in Puglia sappi che non avrai che l’imbarazzo della scelta. Puoi scegliere di fare un tour in Puglia per il mare, ma anche andare a visitare delle grotte. Gli itinerari del Salento in macchina, poi, sono mozzafiato.

1.ECO-TURISMO NEL GARGANO
Lo sperone d’Italia è pieno di villaggi di pescatori, foreste scure e antiche, spiagge di sabbia fine, aspre scogliere. È arricchito inoltre da grotte segrete e pittoresche insenature. Ideale per l’eco-turismo e il relax.
Cosa vedere nel Gargano?
La città più popolare è il borgo medievale di Vieste, con le sue strade strette le sue case bianche, dominate da un castello del tredicesimo secolo. Tra le spiagge più belle quella di Mattinata ed è imperdibile la zona costiera.

2. NEL SALENTO, TRA LE MIGLIORI SPIAGGE ITALIANE
Tra i posti da visitare nel Salento ci sono sicuramente Porto Cesareo con le dune di Punta Prosciutto, la spiaggia di Pescoluse (chiamata anche le Maldive del Salento) e la spiaggia di Torre Lapillo: la zona più meridionale della Puglia è caratterizzata da uliveti che si estendono tra muri sassosi e oleandri.
Il Salento ha una forte identità con la sua cucina, le tradizioni e la musica influenzata dal passato greco.

3. LA VALLE D’ITRIA, TRA I TRULLI
Chiamata anche «Valle dei Trulli», è una valle estesa con un paesaggio da fiaba, punteggiato dalle famose case a forma cilindrica. Questi edifici tradizionali pugliesi erano costruiti con pietre in maniera piuttosto semplice, in modo che potessero essere eretti e abbattuti facilmente.

4. UNO DEI BORGHI PIÙ SUGGESTIVI DELLA PUGLIA: ALBEROBELLO
Simbolo della Valle dei Trulli, la cittadina di Alberobello è uno dei borghi pugliesi da visitare. Si tratta di una città patrimonio mondiale dell’Unesco ed è considerata un luogo unico e incantevole e, nonostante possa risultare un po’ troppo turistica, sicuramente merita una visita. La maggior parte dei trulli qui sono stati trasformati in negozi di souvenir, caffè, ristoranti, ma alcuni (nelle zone meno affollate della città) sono ancora abitati.

5. OSTUNI È UNA DELIZIA PER GLI OCCHI
Ostuni è una bellissima città dal tipico colore bianco posta su una collina, a soli 8 km dal mare Adriatico.
Ricca di strette stradine, si può visitare a piedi, percorrendo scalette e pertugi e ritrovandosi costantemente dinanzi a meravigliosi paesaggi.
Cosa vedere a Ostuni? La chiesa di San Francesco, la Concattedrale e soprattutto il Borgo Antico (se ti stavi chiedendo cosa vedere in Puglia in una settimana, Ostuni non può mancare!).

6. A BRINDISI, PER GODERE DELLA SUA RINOMATA CUCINA
Il porto di Brindisi è stato riconosciuto patrimonio dell’Unesco. Il suo bellissimo lungomare è pieno di ristoranti che servono il buonissimo cibo locale. Il centro storico ha il fascino tipico delle cittadine del Sud.

7. NEL SALOTTO DI BARI
Bari Vecchia è una città fortificata costruita su una penisola che si protende verso il mare. Mentre cammini per i vicoli stretti ti sembrerà di entrare in un salotto. Le strade qui sono luoghi per socializzare, e la mattina le donne si siedono ai tavoli preparando le orecchiette, il tipico piatto pugliese. Il capoluogo della regione è senza dubbio uno dei luoghi dove andare in Puglia.

8. POLIGNANO A MARE È UN PARADISO È una delle più pittoresche cittadine di mare della Puglia, e uno dei più importanti antichi insediamenti di tutta la regione. In posizione spettacolare, sulla costa adriatica, Polignano a Mare è costruita sul bordo di un burrone scosceso con delle bellissime grotte.

9. LECCE, GIOIELLO DI BELLEZZA BAROCCA Le strade di Lecce sono sempre vive, con un’atmosfera molto amichevole piena di gente nei caffè e gruppi di amici che si godono un gelato o cibo di strada.
Cosa vedere a Lecce? Su tutti i monumenti spiccano l’Anfiteatro Romano, la Basilica di Santa Croce e il Duomo. Una città da vedere assolutamente in Puglia.

10. OTRANTO, L’ORIENTE IN ITALIA Conosciuta come città più orientale d’Italia, affascinante e pittoresca, Otranto è un mix di storia, architettura, panorami, ristoranti sul lungomare e spiagge di sabbia bianca.
Cosa vedere a Otranto? Il Castello Aragonese e la Cattedrale dell’Annunziata.

Ora non vi resta che organizzare il prossimo viaggio alla scoperta di questa meravigliosa regione, magari sorseggiando un buon primitivo di manduria.

✰ Sicilia: la nostra TOP 10

Un’isola facile da amare e impossibile da dimenticare. Ecco la nostra top 10 delle cose da vedere in Sicilia. Posti imperdibili da visitare almeno una volta nella vita. Pronti a prendere appunti?

Scicli.
Quando si arriva a Scicli, o meglio ancora quando si guarda dall’alto il suo agglomerato di case colorate, stradine strette e scalinate, sembra di essere capitati in un presepe. Poi invece ci si rende conto di avere di fronte una vera cittadina, in cui lo stile barocco è chiaramente riconoscibile. Perdetevi tra le sue strette viuzze, osservate i balconi delle case e lasciatevi sorprendere all’improvviso dalle sue imponenti ed eleganti chiese.

Cefalù.
Non è difficile capire perché Cefalù, tra le località balneari più belle della Sicilia, sia stata inserita tra i borghi più belli d’Italia. Con le antiche rovine che affacciano sul mare e le sue spiagge, Cefalù è da sempre tra le località più amate dell’isola.Un paradiso per chi ama il mare e un tipo di vacanza a contatto con la natura, ancora autentico.

Isole Eolie.
L’arcipelago delle Eolie è composto da 7 isole, tra le quali ci si sposta come un tempo, a bordo di piccole barche. Panarea, Stromboli e Vulcano sono alcune delle sue isole più note.

Catania.
Città vivace e dinamica, allegra e caotica, Catania sorge ai piedi del vulcano. Il suo centro storico, vivo e colorato, con i profumi della frutta e verdura dei mercati alimentari, è uno di quei posti da visitare in Sicilia per respirare lo spirito più verace dell’isola.

Taormina.
Quando si arriva per la prima volta a Taormina, sembra di stare vivendo un sogno. Arroccata sul Mar Jonio, offre un panorama incredibile sulla costa, per il quale chiunque la veda per la prima volta, perde subito la testa. Il suo centro, elegante e colorato, è un vero gioiellino dove concedersi dei momenti di relax.

Agrigento.
Le tracce più importanti della presenza degli antichi Greci in Sicilia, si trovano proprio in questo  famosissimo sito archeologico, nei pressi di Agrigento. È sicuramente uno dei posti da visitare in Sicilia e la sua importanza è riconosciuta in tutto il mondo. Se riuscite, andateci verso l’ora del tramonto, quando i giochi di luce del sole che cala regalano alle rovine un carattere intenso e misterioso. Uno dei vanti dell’isola, tanto è bello.

San Vito Lo Capo.
Nella top 15 delle cose da vedere in Sicilia non poteva mancare San Vito Lo Capo, dove c’è una delle spiagge più belle d’Italia. Se cercate spiagge da sogno e acque come ai Caraibi, questo è il luogo che fa per voi. Un tour della Sicilia non sarebbe perfetto senza prima aver fatto un tuffo in queste bellissime acque.

Isola di Ortigia.
Ortigia è una piccola isola, che racchiude il centro storico della bellissima Siracusa. L’atmosfera che si respira è da favola, tra ristorantini, piccoli negozi di artigianato, fontane e l’antica acropoli della città greca.

Palermo.
Il capoluogo della Sicilia si può raggiungere facilmente con numerosi voli low cost. Palermo è una città tutta da scoprire, piena di contrasti ma affascinante come poche. Cosa vedere a Palermo? Avete solo l’imbarazzo della scelta: la Cattedrale, la Cappella Palatina e il Teatro Massimo, solo per dirne alcune. E se ancora non lo sapevate, nel capoluogo siciliano si mangia davvero bene. Se vi piace il “cibo da strada” non perdetevi il miglior street food di Palermo. Oppure fate un salto al mercato di Ballarò per provare i prodotti locali come il pesce freschissimo.

Gole dell’Alcantara.
Avete presente il Grand Canyon americano? Ecco, anche la Sicilia ha il suo. Parliamo delle Gole dell’Alcantara. Le gole si sono create nei secoli a causa di eventi sismici ed è possibile attraversare il fiume Alcantara, che scorre nel suo letto lavico, attrezzati con opportune tute e stivali che vi saranno dati sul posto. Le gole sono uno dei posti assolutamente da visitare in Sicilia. Una vera avventura.

Dopo questa full immersion nelle bellezze della Trinacria, non vi resta che prenotare i voli per la Sicilia e cercare tra le migliori offerte per gli hotel in Sicilia, la nostra agenzia di viaggi Manyways Club è a vostra disposizione…
 E non dimenticate di iniziare il vostro viaggio in Sicilia con una bella granita al caffè accompagnata da una soffice brioche al latte. Perché le tradizioni vanno rispettate.


In foto una meravigliosa tenuta, GLI AROMI SICILY, di Rita Russotto.

✰ giornata mondiale della terra

Mai come quest’anno la GIORNATA DELLA TERRA, deve spingerci a riflettere sul nostro impatto ambientale.
Io mi sono fermata, ed ho pensato semplicemente: “che cosa riserverà a Stella il futuro?”.

Facciamo un passo indietro. 

Il 29 gennaio 1969 una piattaforma petrolifera localizzata a sei miglia dalla costa di Santa Barbara, circa 200 chilometri a nord di Los Angeles, esplose. A causare lo scoppio furono le fortissime pressioni sotterranee causate dall’opera di trivellamento del fondale marino.
Un milione di litri di petrolio, fanghi ed acque di risulta vennero riversati nel mare per undici giorni ininterrottamente: l’area interessata fu di circa 2500 chilometri quadrati.
Circa 50 chilometri di spiaggia si tinsero di verdastro e il mare si mise a lutto stretto, colorandosi di nero.

L’impatto ambientale fu terrificante: si ritrovarono carcasse di delfini, balene, e pesci morti, avvelenati e soffocati dalle scorie petrolifere. Forte fu anche la moria di uccelli che si cibano di organismi marini. Molti animali continuarono a morire anche a causa dei detersivi usati per pulire il mare.

I cittadini di Santa Barbara si mobilitarono in un modo straordinario e promisero che un tale scempio non si sarebbe più realizzato lungo le loro spiagge.
Si organizzarono in un movimento chiamato “Get oil out”, raccolsero più di centomila firme per vietare le trivellazioni offshore, fecero una pressione fortissima sui politici e montarono una enorme campagna di protesta, boicottando la Union Oil, responsabile del disastro. L’eco di questa tragedia fu sentita in tutta l’America e le proteste giunsero fino a Washington, la capitale. Nel giro di un solo anno furono approvate leggi severissime per difendere il mare e l’aria.

Il 22 Aprile 1970, 20 milioni di americani si unirono grazie anche al senatore statunitense Gaylord Nelson in un appello vigoroso quanto angosciato per la salvezza del nostro pianeta.

Da allora ogni 22 Aprile si celebra l’Earth Day, una giornata per riflettere da condividere con ogni cittadino del mondo interessato allo stato di salute del pianeta su cui vive. Oggi ricorrono i 50 anni dell’Earth Day, e mai giorno sarà più significativo.

La Giornata Mondiale della Terra è l’unico esempio di evento celebrato in tutto il mondo contemporaneamente, da persone di tutte le origini, fedi e nazionalità al fine di far crescere e diversificare il movimento ambientalista in tutto il mondo, e di renderlo il più efficace veicolo di promozione, per una sana e sostenibile permanenza di ogni essere umano sul pianeta.

Non servono manifestazioni o grandi gesti, basta una semplice domanda: cosa posso fare io?
Pensiamo a come potremo migliorare il nostro impatto ambientale, ognuno di noi. Un giorno alla volta. L’umanità ha avuto la capacità di intaccare il pianeta, ma ha anche la capacità di ripristinarlo.

Oggi non perdetevi su Disney+ il documentario Jane, per celebrare la vita in questo meraviglioso pianeta.

E che ci sia da monito per il futuro, facendoci sempre ricordare ciò che conta davvero. 

✰Disneyland Paris: dove mangiare e dormire

Come promesso ecco qualche dritta utile per rendere migliore il vostro soggiorno a Disneyland Paris.
Partiamo dalla cosa che mi piace fare di più in generale nella vita: mangiare. 

I ristoranti

I ristoranti nell’area dei parchi sono – pensate – ben 55.
Va da sé che scegliere dove pranzare o cenare non è affatto semplice. Io ho adorato follemente Chez Rémy, il ristorante ispirato al film Ratatouille, ubicato nell’area parigina dei Walt Disney Studios.
I piatti giganteschi posti tra un tavolo e l’altro e le sue pietanze prelibate lo rendono uno dei posti imperdibili nel parco nonché un’interessante esperienza gastronomica.
Qui si mangia á là carte mentre, se si desidera spendere meno o consumare un pasto più veloce, si può andare al Plaza Gardens nel Parco Disneyland. Qui vi è un grande buffet.
Un’altra bella opzione è il pranzo con i personaggi Disney, sempre a buffet, al ristorante Inventions nel Disneyland Hotel. Qui ci sono dei piatti a forma di Topolino (i topopiatti, li chiamo io) e, tra un boccone e l’altro, passano tra i tavoli alcuni dei più importanti personaggi Disney.
L’incontro con Topolino è assicurato!

Gli hotel

Per immergersi completamente nella magica atmosfera io consiglio di soggiornare in uno dei 7 hotel tematici del resort (questo link spiega bene il perché). In alternativa, se si vuole spendere meno, si può soggiornare in uno degli hotel subito fuori l’area ma vicinissimi ai parchi. Consiglio di dormire in zona perché è il modo migliore per godere pienamente di ogni minuto della giornata (specialmente se visitate Disneyland solo per un giorno) e non perdervi l’emozionante spettacolo finale, Disney Illuminations. Io ho soggiornato al Disney’s Newport Club Hotel, un albergo 4 stelle ispirato al mondo marino. A questo link potete trovare le offerte in corso. Ovviamente prima si prenota e più si ha la possibilità di ottenere un buon prezzo.
La nostra agenzia è partner del parco e troverai da noi tutte le offerte super vantaggiose!

Per quanto riguarda i biglietti, invece, queste sono le attuali tariffe in prevendita (per risparmiare!):
• BIGLIETTO ADULTO 1 GIORNO/1 PARCO A PARTIRE DA 56€ (TARIFFA MINI) 
• BIGLIETTO ADULTO 1 GIORNO/ 2 PARCHI A PARTIRE DA 107€ (TARIFFA MINI)

Come arrivare a Disneyland Paris
Gli ingressi dei Parchi si trovano a soli 30 km da Parigi (35 minuti con la RER A). Sono raggiungibili in circa un’ora dagli aeroporti di Parigi (Charles de Gaulle e Orly) con la navetta, oppure in soli due minuti a piedi dalla stazione ferroviaria Marne-la-Vallée/Chessy.

✰Disneyland Paris, un posto incantato per tutti (anche per me)

Facendomi ispirare dall’articolo di Lisa, ho deciso di raccontare la mia esperienza presso il parco divertimenti più famoso d’Europa. Solitamente mi occupo di scrivere di viaggi in solitaria ma per questo articolo farò un’eccezione. Le mie avventure a Disneyland infatti non le ho vissute da sola ma con due persone particolarmente speciali: mia sorella e mia mamma. Non considero Disneyland un posto adatto per un viaggiatore solitario.

La magia del luogo vale la pena di essere condivisa così come le risate e le foto buffe che farete durante la vacanza.

Sarò sincera, quando mia sorella mi ha proposto una vacanza a Disneyland ero molto scettica. Nella mia testa lo consideravo un luogo adatto alle famiglie con bambini e non una meta per ragazze giovani e in cerca di divertimento. Al contrario di Lisa, da bambina non ho mai sognato di andare a Disneyland, e mentre lei stressava i nostri genitori per andarci a tutti i costi io la guardavo un pò accigliata non capendo questa grande insistenza. Dopo esserci stata, alla veneranda età di 16 anni, posso solo dire che non vedo l’ora di tornarci di nuovo e che, se tornassi indietro nel tempo, consiglierei alla me bambina di sognare una gita a Disneyland perché è davvero il posto dove la magia diventa realtà. E chi non ha voglia di vivere un pò di magia anche solo per qualche ora?

Disneyland Paris è infatti uno di quei posti che vale la pena di visitare almeno una volta nella vita. Se state pensando ad un weekend per tutta la famiglia o ad una vacanza di pochi giorni in compagnia degli amici, allora questo è il posto che fa per voi. Non commettete il mio errore di pensare a Disneyland come ad un parco divertimenti ad uso esclusivo per bambini, infatti ci sono talmente tante attrazioni, giochi, ristoranti e negozi che vi faranno dimenticare l’idea di Disneyland = famiglia.

Mi preme sottolineare che si parli quasi sempre di parco divertimenti al singolare ma Disneyland Paris è in realtà composto da due parchi: Disneyland Park con attrazioni più soft ispirate ai cartoni con cui siamo cresciuti e Walt Disney Studios con giochi decisamente più adrenalinici.

Il ricordo più vivido della mia esperienza? Sicuramente il gioco Tower hotel che trovate nell’area Walt Disney Studios. Si tratta della riproduzione di un hotel, un tempo meta delle persone più ricche e famose di Hollywood fino a che un misterioso incidente non ne ha provocato la chiusura nel 1939. Dopo essere entrati nell’hotel, vi faranno accomodare nell’unico ascensore funzionante che vi farà catapultare nel vuoto dopo avervi fatto ammirare per qualche secondo la vista dall’alto del parco. Sono solo pochi attimi ma vi giuro che la sensazione che ho provato me la ricordo ancora bene. Probabilmente, quando tornerò a Disneyland, sarà l’unica attrazione dalla quale mi terrò ben distante.

Ci tengo a sottolineare come Disneyland sia davvero una macchina perfetta in cui attrazioni ben fatte, animazioni create a regola d’arte e momenti di intrattenimento vi toglieranno il fiato e valgono sicuramente tutta la stanchezza che accumulerete nel viaggio.

Non perdetevi gli articoli che verranno pubblicati sulle attrazioni più belle e sui ristoranti consigliati.

Saranno un’iniziale ma molto utile guida per aiutarvi ad immergervi nel mondo fantastico di Disneyland Paris.

Martina.

✰Disneyland Paris: come è fatto il parco

Dopo avervi raccontato cosa ha significato per me Disneyland Paris, veniamo alle cose pratiche: vi racconto un po’ com’è fatto il parco e quello che ho più amato personalmente. Parto col dirvi che all’interno dell’area ci sono due parchi tematici (Disneyland Walt Disney Studios) e ben sette hotel tematici Disney.

Parco Disneyland

Il parco principale di Disneyland Paris, con l’iconico castello, è nato nel 1992. Io ho avuto la possibilità di visitarlo per la prima nel 2017, in occasione del 25° anniversario. Ogni giorni ci sono eventi speciali e da togliere il fiato.
Da Disney Stars on Parade (la parata del pomeriggio in cui sfilano decine e decine dei più amati personaggi Disney in un tripudio di gioia e colori) a Disney Illuminations.
Quest’ultimo, lo spettacolo che anticipa la chiusura del parco, è qualcosa di sensazionale.
Come per un concerto, per godere della migliore visuale è auspicabile prendere posto ai piedi del castello in largo anticipo. Lo spettacolo dura circa mezz’ora e, mentre vengono proiettati alcuni dei film Disney più amati della storia, lascia gli spettatori senza parole. Cattura con i suoi giochi di luce, sbalordisce con l’esplosione dei fuochi d’artificio, emoziona con le colonne sonore più belle, commuove. Sì, lo ammetto, ho avuto i brividi davanti al castello e… ho pianto. Ho pianto perché ho visto proiettata sul castello la mia infanzia, alcuni dei momenti più belli della mia vita. Ho visto proiettare The Circe of Life del Re Leone, il primo film Disney che ho visto al cinema con i miei genitori. Ho visto proiettare Frozen, il film preferito di una persona a cui sono molto legata. Disney Illuminations è un concentrato di brividi e emozioni che va assolutamente vissuto. Almeno una volta nella vita.

Walt Disney Studios

Walt Disney Studios, il parco adiacente, è nato dieci anni dopo ed è un altro gioiellino per gli amanti di Disney, soprattutto per i più grandi. Qui sono concentrate gran parte delle attrazioni più adrenaliniche, oltre ad un’area (che adoro) completamente dedicata a Toy StoryPlayland. Qui ci sono tutti i giocattoli di Andy – con tanto di scritta Andy – incluso un gigantesco Buzz Lightyear. Le mie attrazioni preferite. I due parchi contano insieme ben 59 attrazioni, ragion per cui io consiglierei almeno due giorni qui. Tutte le attrazioni sono incantevoli, ma voglio segnalarvi quelle che mi hanno lasciato senza parole:
• L’attrazione dedicata a Pirati dei Caraibi trasporta nel mondo umido e misterioso dei Caraibi. Si ha davvero la sensazione di essere catapultati dal clima fresco parigino alle calde temperature del centro America. E Jack Sparrow è stato realizzato con una minuzia tale da essere identico a Johnny Depp! 
• It’s a small world. Si tratta di un’attrazione dedicata a grandi e piccini che riproduce i vari Paesi del mondo. Fu realizzata a sostegno dell’UNICEF e fu Walt Disney in persona a curarne la realizzazione. 
• L’attrazione dedicata a Ratatouille è un’altra meraviglia: fa rivivere il film dal punto di vista del topolino! 
• L’attrazione dedicata al rock e agli Aerosmith è adrenalina pura. Immaginate di fare giri della morte a suon di musica rock… davvero super! 
• Se come me amate l’adrenalina anche la Tower of Terror e la super corsa nella macchinina di Toy Story a Playland sono da non perdere. 

Ve ne ho segnalate solo alcune, ma confesso che le avrei inserite quasi tutte! Sembra che ogni attrazione qui sia vincente, sembra che ogni attrazione riesca ad arrivare dritto al cuore del visitatore (o per la magia, o per l’adrenalina).
Nei prossimi giorni vi racconterò il lato più pratico, come arrivare al parco, i ristoranti e gli hotel.

✰ Disneyland, dove la magia diventa reale.

Sono convinta che la vita sarebbe davvero molto più bella se si potesse tornare a guardare il mondo con gli occhi di un bambino. Disneyland Paris è il posto numero uno per farlo. Disneyland è il posto dove i sogni diventano realtà, dove i problemi e le preoccupazioni sembrano lontanissimi e dove tutti sorridono.

A Disneyland essere felici è una cosa davvero molto semplice. Anzi, semplicissima.

Ci sono stata diverse volte, ed ognuna di esse ho perso la cognizione del tempo. Mi sono messa le orecchie da Minnie e mi sono ritrovata a saltellare da una parte all’altra del parco. Nessun altro posto al mondo mi ha mai fatta sentire così leggera. 

Disneyland Paris per me ha sempre avuto un significato speciale. Sin da bambina sognavo di andarci. E ho ritrovato quella bambina la prima volta che ci sono entrata. Sono cresciuta come quasi tutti i miei coetanei a “pane e Disney”, uno dei ricordi più belli è di mio papà che una sera, rientrando dal lavoro, mi portò la videocassetta di “Fantasia”. Sono passati almeno 25 anni e mi ricordo ancora quella sensazione e quel momento. Disney ha rappresentato una parte importante della mia infanzia e della mia crescita e ad ogni suo capolavoro corrispondono dei momenti speciali della mia vita. Ovvio quindi dire che i giorni trascorsi a Disneyland mi hanno vista felice come una bambina.
Io non so come sia possibile, ma l’atmosfera Disney riesce magicamente a scacciare lo stress e la negatività catapultando i visitatori in una dimensione parallela fatta di felicità e spensieratezza.
E non importa che età abbia ciascun visitatore: a Disneyland Paris il divertimento non conosce limiti anagrafici. Anzi.

Ci sono stata anche con mia mamma circa 4 anni fa, e ne ho un ricordo vividissimo. Anche lei, occhi sgranati e senza parole. Uno degli episodi più divertenti riguarda l’attrazione ispirata al cartoon “Alla ricerca di Nemo”. Faccio una premessa. Mia mamma, pur essendo super sprint, ha alcune fobie. Prima tra tutte le vertigini. Non sono riuscita a convincerla a fare alcuna attrazione adrenalinica, fino a che alla parte di me più malvagia è venuta in mente questa attrazione. Completamente al coperto, all’esterno pareva un percorso nelle profondità degli abissi dove ammirare pesci e tartarughe… e invece no. Si tratta di montagne russe che danno l’idea di essere spinti da forti correnti marine. La sua espressione all’uscita era semplicemente IMPAGABILE.

Sono stata un paio di volte con Martina, mia sorella (qui si occupa della parte Travel Alone) e anche lei è stata “vittima” della mia passione per i giochi adrenalinici. Nel suo caso le è toccato il Tower hotel, ma vi faccio raccontare l’esperienza dal suo punto di vista.

Immagino che dopo queste esperienze nessuno voglia più prendere parte a spedizioni Disneyiane in mia compagnia. In realtà amo ogni parte del parco, ed ogni sua attrazione.

Siamo in tantissimi a pensare che un adulto può amare il parco anche più di un bambino.
D’altronde sfido a trovare un altro posto che innesca una tale evasione della realtà.

Il mio desiderio 2020? Portarci Stella appena sarà possibile!

Non perdetevi il prossimo articolo, vi racconterò come è fatto il parco e quello che più ho amato personalmente. 


✰Ricordi di gusto: Apple Pie

In queste giornate di quarantena, ho avuto molto, anzi, moltissimo tempo di ripensare ai viaggi più belli della mia vita. I ricordi spesso non sono legati solo a luoghi o sensazioni, ma anche a sapori. 
Questa settimana ho pensato spesso all’On The Road nell’Ovest degli Stati Uniti, e ad una fantastica Apple Pie (la mitica torta di nonna papera) mangiata in compagnia dei miei compagni di viaggio. 
Quale migliore modo di rivivere il viaggio se non a tavola?
Vi lascio la ricetta, fatemi sapere se vi è piaciuta e come è andata la preparazione. 

Difficoltà: Media
Preparazione: 20 min
Cottura: 60 min
Dosi per: 8 persone
Costo: Basso
Nota + 20 minuti di riposo in frigorifero

INGREDIENTI PER UNA TORTIERA DA 25 CM DI DIAMETRO

Burrofreddo di frigorifero 225 g
Farina 00 450 g
Sale1 pizzico
Acquaghiacciata 100 g

PER IL RIPIENO
Mele renette(già pulite) 1 kg
Limoni 1
Zucchero 100 g
Cannella in polvere 1 cucchiaino
Acqua2 cucchiai

PER SPENNELLARE
Latte intero q.b


Per preparare l’Apple Pie incominciate con la realizzazione dell’impasto. Nella planetaria ponete il burro freddo di frigorifero tagliato a pezzetti, la farina e un pizzico di sale. Azionate la foglia e aggiungete l’acqua ghiacciata, continuando per qualche secondo fino ad ottenere un impasto piuttosto grezzo; quindi con una spatola da cucina trasferitelo su una spianatoia di legno.
Lavorate l’impasto con le mani per 8-10 minuti finché avrà assunto una consistenza liscia, dopodichè mettetelo in frigorifero a riposare per almeno 20 minuti, coperto con la pellicola trasparente o in un sacchetto di plastica. Nel frattempo potete procedere alla preparazione del ripieno dell’Apple Pie. Per prima cosa provvedete alla pulizia delle mele. Lavatele e sbucciatele;
tagliatele a spicchi e poi dividete ogni spicchio in fettine da 5 millimetri di spessore ciascuna. Per evitare che anneriscano, mettete le mele che avete tagliato in ammollo in un recipiente con acqua e limone e tenetele da parte. In una padella, possibilmente antiaderente, fate scaldare lo zucchero, la cannella in polvere e aggiungete la noce moscata grattugiata.
Versate due cucchiai di acqua e fate cuocere il caramello, mescolando con un cucchiaio di legno, fino a quando vedete delle bolle ampie; a questo punto fate sciogliere nel caramello una piccola noce di burro. Aggiungete le mele e la scorza del limone grattugiata, facendo saltare per qualche minuto fino a quando le mele saranno leggermente morbide all’esterno e molto croccanti all’interno. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire.
Imburrate leggermente una tortiera tonda dai bordi ondulati di circa 25 cm di diametro. Se non avete una tortiera ondulata, potete usare una tortiera liscia. Trascorsi 20 minuti, togliete l’impasto dal frigorifero e con un coltello dividetelo in due parti di cui una leggermente più grande dell’altra. Con un mattarello cominciate a stendere la parte più grande dell’impasto impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato, cercando di realizzare una forma arrotondata dello spessore di 5 millimetri.
Avvolgete l’impasto attorno ad un mattarello e foderate la tortiera. Distribuite le mele nelle tortiera versandone di più al centro per creare una piccola montagnetta e all’Apple Pie la sua forma classica. Aggiungete sulle mele qualche fiocchetto di burro e stendete la parte di pasta rimanente formando un cerchio uguale al precedente, che andrete a collocare sulla torta per coprirne il ripieno.Successivamente rifinite i bordi della tortiera, tagliando con un coltellino a lama liscia la pasta in eccesso sulla parte esterna. Chiudete dunque la torta, pizzicando con la punta delle dita la pasta in modo da sigillarne bene i bordi (in alternativa, per una versione più classica, potete decorarli con i rebbi di una forchetta). Con un coltellino a lama liscia fate dei tagli di circa 3 cm poco distanti dal centro, che serviranno sia a rendere la torta più bella, sia a far uscire il vapore che si formerà al suo interno.Spennellate la superficie dell’Apple Pie con il latte e cuocete in forno statico preriscaldato a 200° per 20 minuti. Trascorso il tempo necessario, spennellate ancora con il latte e cuocete nuovamente abbassando la temperatura a 180° per 20 minuti. Spennellate una terza volta e cuocete a 170° per altri 20 minuti. Se avete un forno ventilato cuocete a 180°, a 160° e 150° per 10 minuti ogni volta. Quando l’Apple Pie sarà pronta e avrà preso colore, spegnete e lasciate raffreddare in forno. Quindi sfornatela e servite l’Apple Pie direttamente nella tortiera.

CURIOSITA’
Si dice che in origine l’Apple Pie fosse un dolce tipico inglese, ma la ricetta, arrivata in America, divenne famosissima nella zona del New England, dove veniva consumata a fine pasto e i suoi avanzi (difficili da conservare a lungo poiché non esistevano frigoriferi) accompagnavano la prima colazione del mattino successivo. Il successo dell’Apple Pie sconfinò in tutto il continente, tanto che oggi è diventata l’emblema americano.

Fonte: Giallo Zafferano.