✰ viaggiatrici solitarie

Sempre più spesso mi sento chiedere “perché viaggi da sola?” 

Sul momento mi verrebbero in mente molte risposte, ma la verità è che una vera e propria spiegazione non l’ho mai trovata

All’inizio credo che ciò che mi abbia spinto al viaggio in solitaria sia semplicemente stata una mera necessità: per esigenze diverse non riuscivo mai a trovare qualcuno pronto a seguirmi nelle mie avventure.
Col passare del tempo e dei viaggi posso dire che è diventato invece un bisogno. 

Staccare da tutto e tutti, ritrovarsi in un ambiente diverso, conoscere persone e culture nuove, questo e molto altro sono gli aspetti chiave con cui convivere durante un viaggio in solitaria. 

È difficile per me paragonare la sensazione che ho avuto nello svegliarmi da sola il mio primo giorno a Londra o ripensare all’emozione di camminare in solitaria per i vicoli di Varanasi. Se dovessi descrivere ciò che si prova probabilmente opterei per un mix di curiosità, eccitazione e paura. Si, non voglio fingere che viaggiare da soli non incuta timore, ma penso che proprio questo aspetto contribuisca a rendere l’esperienza così unica perché ci spinge ad andare al di là dei nostri limiti.

Mentre scopri il mondo, tu scopri te stesso.
E così tutte quelle barriere mentali che ti sei auto imposto, improvvisamente ti spingono a superare la tua zona sicura, la famosa comfort zone di cui spesso sentiamo parlare. 

Prova a farci caso. Quando viaggi con un’amica, tua madre o il tuo fidanzato, rimani sempre legata alla consuetudine di fare ciò che faresti normalmente, ma in viaggio da sola non avresti altra scelta che buttarti in un territorio nuovo sia con il corpo che con la mente

Incontrare estranei e dialogare con loro, assaggiare cibi dal sapore discutibile, ballare sulle note di una musica sconosciuta significa che la prospettiva con cui vivere la vacanza cominci a modificarsi. E nel processo sei tu stessa a cambiare così come sono cambiata io. Grazie ai mie viaggi da sola posso dire di aver acquisito fiducia in me stessa e di essere diventata più consapevole del posto che occupo nel mondo in relazione al mondo stesso e ai suoi abitanti.

Detto ciò, credo che la risposta più giusta alla domanda iniziale possa riassumersi nell’idea che viaggio da sola con lo scopo di perdermi vivendo avventure che non avrei mai immaginato in modo da ritrovarmi in una Martina più autentica, empatica e sicura di sé

Nei prossimi articoli cercherò di fornirvi le linee guida essenziali per compiere al meglio un viaggio in solitaria condividendo con voi sia le mie esperienze personali che quelle di altri che hanno compiuti la mia scelta.

Martina

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